Etica collettiva

Ho letto un titolo di sfuggita su Repubblica.it che mi è parso interessante.

Diceva che in Svizzera terranno aperti gli impianti di risalita ma non gradiscono gli italiani.

I turisti italiani mi risulta che paghino come gli altri turisti.

E quindi dove dovrebbe essere il problema?

Avete mai visto degli svizzeri fare una fila?

Avete mai visto dei tedeschi fare una fila?

Avete mai visto degli italiani fare una fila?

Per un italiano medio, che la cosa ci piaccia o meno, che ci piaccia leggerlo o meno, fare una fila ordinata, a distanza di un metro in un luogo dove non ci sia la precisa percezione del pericolo, è impossibile.

Prova ne sia che quando vedevamo a marzo le file fuori dai supermercati erano quasi commoventi: una persona dietro l’altra, ognuno con la sua mascherina, alla distanza richiesta.

Avete mica visto recentemente file agli impianti di risalita?

File alle entrate delle discoteche?

File a un buffet in un villaggio turistico?

L’italiano non fa la fila.

L’italiano fa la palla.

Perché la palla concede all’italiano medio due indubbi vantaggi.

1) la speranza di fregare qualcuno, cosa che non so perché ma attrae più del miele

2) la possibilità di dirsi innocente e farsi vittima. Non sono io, sono loro che spingono!

Succede alle elementari, all’asilo, e su su, ogni occasione va colta, saltando, sgomitando, superando.

Da quando alla posta per andare allo sportello hanno messo il numero ho visto gente fare ricorso e chiedere il riconteggio, al bancone della salumeria arriva sempre, quando servono il numero 83 la signora 32 che si era solo allontanata un momento, e a volte è pure vero, perché tutti quelli nel mezzo si allontanano solo un momento il banconista passa da 27 a 78 esattamente in quel momento lì.

Siamo incapaci di fermarci a un semaforo giallo, di rispettare un limite di velocità (salvo denunciare chi ti fa la multa), di schiaffeggiare il dermatologo o l’idraulico che non ti fanno la ricevuta, salvo poi lamentarsi che non ci sono tamponi per tutti.

Ci hanno detto di uscire il meno possibile e siamo usciti lo stesso.

Ci hanno detto di limitare gli acquisti all’essenziale e ci siamo stipati dentro Ikea, perché era impossibile aspettare senza comprare un portacandele sbrönzöl.

Adesso stanno chiudendo quello che pare più urgente e facciamo polemica per una pallina di Natale, per una forchetta, per un paio di ciabatte.

Riapriranno a Natale (sbagliando) perché graticolati da associazioni di categoria che gridano alla chiusura (giustamente) e a gennaio saremo punto a capo, solo litigheremo per i primi vaccini e grideremo allo scandalo se non ce ne sono tanti, subito, per tutti.

Stiamo fronteggiando una pandemia.

Per molte parti del mondo non è la prima volta, finora siamo stati molto fortunati.

E battiamo i piedi come bambini perché non possiamo andare a sciare o incontrare il fidanzato.

Maremma.

Come mi incazzo.

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8 risposte a Etica collettiva

  1. marcoghibellino ha detto:

    quindi il fatto che siamo indisciplinati ignoranti e non facciamo la fila giustifica lo schifoso razzissmo degli svizzert ?

  2. AD Blues ha detto:

    Io ormai ho anche smesso d’incazzarmi.
    Sono rassegnato

    —-Alex

  3. donna allo specchio ha detto:

    Guarda che in Francia è esattamente la stessa situazione con la differenza che il governo francese a differenza di quello italiano ha mentito spudoratamente ai suoi cittadini (del tipo le mascherine non servono quando non bastavano per tutti, i bambini a scuola non sono contagiosi, i contagi avvengono prevalentemente in famiglia quando i contagi avvengono soprattutto al lavoro e nei trasporti)

  4. Anna ha detto:

    Dal mio punto di vista hai perfettamente ragione, ma un mio amico tedesco che vive in Austria, ed è venuto ora in Italia per lavoro, si è stupito e ha detto che siamo più organizzati e precisi degli Austriaci…mah

    • marcoghibellino ha detto:

      cara Anna noi italioti crediamo sempre che gli altri siano meglio di noi , oltre ad avere altri inumerevoli difetti, il motto nostro è Chiagni e fotti

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