Archivio dell'autore: letteredalucca

A sera

Fra le comodità irrinunciabili del campeggio c’è quello di arrivare verso sera dopo un piccolo viaggio per andare a trovare persone care e decidere che l’autostrada e la superstrada si possono lavare via con un po’ d’acqua di mare. Non … Continua a leggere

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50 anni di femminismo nel cesso

Fra le varie canzoncine della BEBIDENS di cui ieri, una mi ha particolarmente colpito. Si chiama la supermamma. E parla della mamma, della mamma che ogni bambino ama, con tutto il cuore. Indovinate cosa fa la super mamma? Prepara da … Continua a leggere

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DENSIN!

(… Pappappara… DENSIN…) Aveva pianto come un disperato. Perché al momento della sua canzone preferita era a scegliere il gelato, e in un istante ha capito il prezzo e il significato del concetto di “aut aut”. Al campeggio c’è la … Continua a leggere

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Orbetello

Orbetello è una strana cittadina, appoggiata sull’acqua come una rana di mare. Lunghe dita di terra, fino a toccare un monte che voleva essere isola e invece isola non è. Tedeschi scottati ciabattano in cerca di gelato, piccole e corte … Continua a leggere

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Un pesce

Siamo scappati al mare, a ritemprar lo spirito, tanto per citare la Settimana Enigmistica. E il piccolo è di nuovo tornato nel suo elemento d’elezione, l’acqua. Con maschera e boccaglio, brandendo una paletta, discorrendo ora con un granchio ora col … Continua a leggere

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Con amarezza ma senza disperazione

E così è arrivata la notte. Che chiede pazienza, tenacia, forza di volontà. La destra, insieme all’estrema destra, al governo della mia città. Mentre tante altre città si scrollano di dosso i loro fantasmi. Come mi sarei considerata parte della … Continua a leggere

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Per la via

Mi piace camminare, ultimamente, roba da matti, mi piace pure correre, ma camminare devo dire che mi è sempre piaciuto. Perché ci sono un sacco di storie in un ciglio di strada, a guardarle da vicino. E mi piace, la … Continua a leggere

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A Farneta all’imbrunire

Mi sono trovata a camminare per i campi di Farneta mentre il cielo si faceva scuro. E quasi a risarcimento, man mano che l’oscurità si faceva più densa, facevano la loro entrata gli odori che fino a quel momento non … Continua a leggere

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La tenerezza

Ieri in città ho visto Mario Son Sodo. L’ho visto invecchiato e affaticato, e mi sono scoperta a guardarlo come avrei guardato un nonno, un nonno che vedi improvvisamente cambiare, ma che c’è sempre stato e ti pare sempre ci … Continua a leggere

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Lasciate perdere i fascisti

Da giorni mi sento stringere la gola e il cuore della paura che i fascisti prendano il potere a Lucca. Che possano chiedere addirittura l’assessorato al sociale, alla scrivania che un tempo è stata mia, col rischio di smontare pezzo … Continua a leggere

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