gngnrngngn

aveva fatto tutto il giorno prima, con calma.

aveva perfino trovato il tempo di farsi i capelli, perfetti, lisci e tagliati ammodino, in modo da non sembrare il caneBella uscita dal mare.

aveva messo un paio di pantaloni scuri, un tacco comodo, la borsa elegante e con classe era andata al suo importantissimo appuntamento di lavoro, era stata brava, professionale e colta.

sarà sembrata anche intelligente, si era detta.

e al ritorno, sul frecciarossa, con le colleghe aveva mangiato un boccone ripercorrendo rilassate, finalmente, le fasi salienti della mattinata.

distrattamente aveva bevuto acqua, mica tanta, mezzo litro.

e poi a firenze aveva preso il treno per lucca.

verso pistoia aveva sentito il bisogno di andare in bagno, era stata una lunga giornata e non aveva mai pensato a fare la pipì.

ma i bagni dei treni, si sa, non è che sono sempre disponibili.

così aveva deciso di arrivare a casa, dove il gatto nero e il gatto grigio avrebbero montato il picchetto d’onore alla porta del bagno.

alla stazione di lucca la cosa si faceva urgente.

ma perché usare il bagno di una stazione se dopo qualche centinaio di metri ci aspettano a casa due gatti per il picchetto d’onore?

così aveva deciso di andare.

dopo i primi metri, sulle strisce pedonali della circonvallazione, era già pentita: il primo brivido era giunto insieme all’istintivo contrarre dei muscoli delle gambe.

gnrngnrng….

aveva attraversato e aveva deciso di tagliare dalla sortita (nel suo caso l’entrata) che sbuca dietro san martino.

al ponticello del fossetto del prato era andata in crisi davanti allo scorrere dell’acqua.

gnrngnrng….

ma aveva tenuto duro.

poi era stata la volta degli scalini delle mura, così strani e diversi dal passo regolare, bassi e larghi, fatti forse per farci passare i carri una volta.

gnrngnrng….

in cima alle mura aveva respirato un po’ d’aria di lucca drento, sperando che ispirasse una maggiore morigeratezza della vescica.

non aveva funzionato e un cane che allegro pisciava in un angolo suscitava in un secondo tutta la sua più spasmodica ammirazione.

nel frattempo i capelli perfetti iniziavano a scarmigliarsi, le scarpe a farsi pesanti, i pantaloni a strusciare fastidiosamente la cucitura in una zona minuscola della gamba dove una puntura di zanzara della notte prima aveva deciso di farsi viva di nuovo.

aveva accelerato, scendendo gli scalini velocemente ma nel prato dietro san martino, al cestino dei rifiuti, considerato “boa di metà strada” aveva avuto un altro mancamento.

gnrngnrng….

quasi correndo era arrivata in via vallisneri. davanti al portone delle poste era tentatissima di entrare e urlare “un bagno, presto!!!” ma il pudore e il timore di non fare in tempo l’avevano bloccata.

gnrngnrng….

in piazza bernardini aveva visto da lontano una persona che conosceva, ma aveva accelerato temendo che potesse trattenerla con due o tre chiacchiere.

davanti al mignon (glorioso cinema porno cittadino e adesso mera vetrina espositiva di non so cosa) aveva pensato di svenire.

gnrngnrng….

da lì fino al portone ha temuto una sola disgrazia: scoprire sull’uscio di casa di non avere le chiavi.

le aveva.

è entrata, ha fatto le quattro rampe di scale alla velocità della luce, è arrivata a casa, i gatti sono accorsi.

mai picchetto d’onore fu più meritato.

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9 risposte a gngnrngngn

  1. AD Blues ha detto:

    sssssssshhhhhh! :-)

    —Alex

  2. donna allo specchio ha detto:

    orribile sensazione, hai tutta la mia solidarietà

  3. paleomichi ha detto:

    come ti capiscooooo!!! :-*

  4. crash ha detto:

    sono tutto sudato e il cuore ha aumentato la frequenza….

  5. tittisissa ha detto:

    Ti dico solo che son dovuta correre anche io alla tualet, tanto mi hai ispirata!
    E mi sono sganasciata dalle risate :-D
    Tutta la mia stima a te che, stoica e impavida, hai raggiunto la meta, e al meritatissimo picchetto d’onore!

  6. gipo ha detto:

    e meno male che non ti è venuto da starnutire!!

  7. biba ha detto:

    o da tossire! E comunque la prossima volta vai in stazione…

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