una lettera di carta

non mi succedeva da tempo, e in effetti devo dire che mi è quasi sempre successo con mittenti stranieri, di solito tedeschi o francesi.

ho trovato nella buca delle lettere una lettera vera.

non una mail, una lettera di carta, di quelle col francobollo vero, col timbro vero, con su scritto il mio indirizzo a penna e anche quello del mittente su retro, chiusa forse con una leccata o forse, più modernamente, con una striscia di carta adesiva.

e dentro una cartolina scritta da capo a piedi, da una persona cara e lontana nel tempo e nello spazio, una signora che ha significato tanto per me ragazzina e che ancora non mi ha dimenticato.

e ricevere una lettera di carta è stata una gioia pari quasi a quella di leggerla, rigirarla fra le mani, gustarsi la fisicitià e la presenza di un oggetto materiale, da portare in casa, da aprire piano, da conservare in un cassetto.

e da stasera parte il gioco: cercare una cartolina per lei, che sia bella uguale o di più, magari con una foto di lucca per farle venire la voglia di venire a trovarmi, e fare la coda alla posta per chiedere un francobollo non uno qualsiasi ma uno bellino, che racconti qualcosa, una storia in un centimetro quadrato becchettato.

e poi cercare una buca rossa, scegliere “per tutte le altre destinazioni” e infine aspettare.

che arrivi, dall’altra parte del filo invisibile che lega le persone lontane.

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7 risposte a una lettera di carta

  1. AD Blues ha detto:

    Capisco l’emozione nel leggere di persone care ma ho sempre odiato il dovere aspettare la risposta alle lettere di carta, così fragili ed indifese in balia di quel mostro della cassetta rossa, buia, angusta, misteriosa ma soprattutto capricciosa; te la consegnerà oppure la lettera si perderà per sempre nelle sue budella per riemergerne come un Pinocchio dopo anni ed anni? ;-)

    —Alez

  2. tittisissa ha detto:

    C’è un qualcosa di romantico nella lettera scritta, qualcosa di intimo e profondo, che nessun essemmesse e nessuna mail potrà mai sostituire. Il pensiero che una persona a noi cara abbia scelto un biglietto o una cartolina, e poi le parole per scriverle proprio a noi, la rende magica.
    Anche io adoro ricevere le lettere al rientro dal lavoro, la sera. Ormai capita sempre più di rado.

  3. donna allo specchio ha detto:

    A me invece le lettere da sempre mi hanno provocato panico. Al piacere di riceverle si aggiungeva l’obbligo di rispondere ed io odiavo (e non amo tuttora) sentirmi obbligata a rispondere alle lettere (come a dover fare qualcosa in genere): odiavo prendere carta e penna e spremermi le meningi per farmi venire in mente qualcosa in mente da scrivere e dover fare una brutta copia e poi ricopiare perchè ho una grafia allucinante.
    In più le lettere che ricevevo non sempre erano piacevoli: c’era mia zia, la cugina di mia madre che mi scriveva nell’anniversario della morte delle mia prima mamma per ricordarmi che era una persona per bene. E cavolo!! vuoi che non lo sapessi!! Ho bisogno della stronza di servizio che me lo deve ricordare ogni anno e poi sparisce o appare solo per cose materiali (tipo fregarmi 100 000 € o pretendere i gioielli di mia madre) !!!
    C’era l’innamorato timido che viveva in Belgio che mi ha scritto una lettera di una paginetta in cui ha dedicato 3 quarti di pagina a parlarmi del tempo; io all’epoca vivevndo a roma non potevo capire che qui in nord Europa è un argomento di conversazione; mi sembro una presa per i fondelli, in cuor mio lo mandai a quel paese e non gli risposi nemmeno. Perchè sforsarzi per uno che non lo fa per te?
    L’sms mi provoca pigrizia,; le mail le adoro. Rispondo sempre con piacere ad una mail, non sento l’obbligo di doverlo fare e poi la comunicazione è molto più breve che non con una letttera scritta.

  4. crash ha detto:

    a me colpisce la delicatezza ed il rispetto con cui prendi in mano quella lettera. Vale la pena di fermarsi un attimo e di riflettere sulle tue parole. Aggiungo…mi fermo ad semaforo e osservo una cabina telefonica, mi domando se ancora esistono le cabine…., penso ai tempi in cui si usavano i gettoni, penso al tempo dedicato per poter telefonare a una persona cara da una cabina (possibilmente pulita) e penso: adesso, ogg,i mi acconteterei di telefonare da una cabina: parrebbe una missione impossibile…….scatta il verde e via di corsa, anche con il pensiero…..

  5. Simona ha detto:

    è bellissima la sensazione che descrivi…viene voglia di fermarsi e scrivere lettere alle persone care che sono lontane.
    Un abbraccio, bimba!! sono latitante per motivi di studio ma ti voglio tanto bene!! :)

  6. Bianca-Hamburg ha detto:

    Accidenti, mi è venuta voglia di scriverti una lettera.

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