sulla via di arni, pensieri

2013-03-22 17.44.12

sulla via per andare ad arni si passa per strade curve e sassose.

si vedono i monti brulli, bianchi di pietre.

si sente il respiro degli uomini. si sente la fatica dei cavatori, si respira il freddo che doveva entrare nel naso di chi, tanti tanti anni fa, forse, attraversava quei monti con un fucile in mano.

ho provato a guardarli, quei sassi, con gli occhi di chi si deve nascondere.

niente alberi, niente cespugli, niente di niente.

una vecchia casa in rovina, con una data incisa sul muro, 1890, mi fa pensare che fosse lì, forse intera, forse abitata, quando da quelle parti i partigiani affrontavano i tedeschi. mi sono immaginata la fame, la paura, il panico negli occhi di chi si nascondeva di notte per provare a dormire qualche ora, prima dell’alba gelida e spaventosa.

me li sono immaginati bussare alla porta, i ragazzi dal fucile in mano e dal fazzoletto al collo, a chiedere aiuto, mi sono immaginata la faccia della donna che ha  aperto, terrorizzata a immaginare i tedeschi, mossa a pietà dal suo, di figlio, sperso chissà dove anche lui, che la guerra sperde e porta via, e ti fa accogliere in casa un altro ragazzo, di chissà quale altra madre, di chissà quale altra moglie, che da qualche parte che non sai speri che aprano la porta e nascondano in cantina.

ho pensato a sant’anna di stazzema, poco lontano, al suo sacrario fatto di pietre, come di pietre sono questi monti, come di sasso sono queste pareti, come sono di sasso e pietra i monti di mezza italia.

ho pensato a tutto questo, mentre passando dai monti, già sentivo il profumo del mare arrivare dall’altro lato della montagna, perché le apuane sono monti di mare e il mare, in versilia, profuma di neve.

 

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2 risposte a sulla via di arni, pensieri

  1. tittisissa ha detto:

    Chissà se la mia nonna che era staffetta partigiana è mai passata da lì….

  2. cugifà ha detto:

    Brava Lucia, bel post, è molto triste dover immaginare certe scene, sia per quei ragazzi costretti a scappare che per queste donne che a suo rischio accoglievano in casa i poveri fuggitivi, una descrizione poetica di un fatto raccapricciante.
    Come spesso accade mi colpisce la frase finale, tu mi dirai: mica l’ho messa li per caso! Boia di un diavolo!(con riverenza al possessore di questa frase :D), però è proprio bella, e da l’idea di come sono le nostre montagne che tanto adoro, soprattutto dal versante interno così alle spalle vedo altri monti, l’appennino.

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