superiorità tedesca reloaded

ne avevo già parlato, ma la cosa mi colpisce ogni volta.

sono le sette e dieci di mattina, sto facendo colazione e ogni tanto sbircio fuori dalla finestra.

fuori dalla finestra c’è una scuola, forse un complesso scolastico, che raccatta bimbi e ragazzi da 5 anni a 16 anni.

da qualche minuto stanno arrivando, con le cartelle dondolanti. un volontario aiuta i piccoli a attraversare la strada e dispensa lezioni di codice stradale “si attraversa con la bici in mano, così è più sicuro, vero?” i pulcini arrivano spesso a branchi, guidati da un solo adulto, quelli più grandi arrivano col tram o con la bici.

da soli.

non ho  mai, mai, MAI visto un suv con dentro una casalinga di voghera fuori dalla scuola.

non ho mai visto la fila delle macchine imbottigliate per accompagnare il pupo fino al cancello.

e qui direi che non è che piove meno che da noi.

quando piove cambia solo il fatto che i bimbi hanno l’impermeabile.

vengono lasciati in pace i cuccioli,  non vengono ossessionati da babbi, mamme nonne e zie. un po’ ce ne sono di più, (qui è abbastanza comune vedere babbo e mamma in bici, nel marsupio un babycrucco, dietro due rospetti biondi ognuno con la sua biciclettina) e le attenzioni di TUTTA la famiglia non sono concentrate su quell’unico erede, vengono lasciati vivere.

il mio terrazzo dà su una piccola piazzetta con una fontana fatta a forma di grosso bufalo. i bimbi si divertono a salirci sopra e a scapicollarsi di sotto, di fronte alla fontana, a una gelateria, i genitori chiacchierano amabilmente e a volte mi metto a guardarli e a immaginare la stessa scena in italia, a immaginare mamme che rincorrono i piccoli demoni, nonne col giacchetto “copriti, non sudare, non ti scalmanare, non ti bagnare” e babbi costretti a andare sul bufalo anche loro.

resta il dubbio di sempre:

ma se sono così bravi con i bimbi, come mai poi venngono su dei tedeschi?

:)

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

19 risposte a superiorità tedesca reloaded

  1. f.b. ha detto:

    ieri mattina dovevo andare in centro – nel centro storico della nostra bella e ridente cittadina che tu ben conosci – da un cliente.
    alle 8.30.
    di una giornata di pioggia.
    di mercoledì, quando c’è il mercato.
    me ne sono accorto quando sono arrivato al semaforo sulla circonvallazione, zona est. e se avevo impiegato cinque minuti da casa mia al semaforo, ne ho impiegati quindici dal semaforo alla porta della città. ho contato circa quattro suv o fuoristrada (il mezzo ideale per la ridente cittadina), tre monovolume, quattro station wagon. le altre erano macchine normali.
    il casino nasceva dal fatto che le auto non erano in fila indiana e nemmeno in fila longobarda (cit.: l’armata brancaleone)… erano in tripla fila, in quadrupla fila, e il 50% di esse cercavano di accostarsi al marciapiede per scaricare il figliolo direttamente sul marciapiede perché sia mai detto che un quattordicenne cellularemunito sia in grado di attraversare la strada; e dopo tale operazione di accostamento marciapiede, dovevano rifarsi largo per ritornare sulla circonvallazione. il restante 50%, invece, cercava di entrare in città per scaricare il pargolo – frequentatore di scuola media inferiore – direttamente davanti al portone della scuola… cacchio, stava piovendo!!!

  2. marco ghibellino ha detto:

    ” ma se sono così bravi con i bimbi, come mai poi vengono sù dei tedeschi?” bella domanda , è plausibile supporre che accada qualcosa durante il processo educativo ( famiglia scuola TV cinema ecc ecc ) , però io ritengo che si tratti di ” pressione ” evolutiva, Darwin sosteneva che sono le condizioni ambientali a forgiare l’evoluzione di una specie, io ritengo che quando si parla di un popolo esista anche una pressione dovuta alla cultura dominante in quel popolo, ( la Kultur? ) è inutile negare che ci sono popoli storicamente predisposti culturalmente a certe cose , per esempio la corruzione, senza falsi moralismi e senza tranciar giudizi etici , per motivi storici etici culturali ( religioni che hanno avuto imperi passati ecc ecc ) ad esempio i popoli latini i cinesi i giapponesi sono più vulnurabili alla diffusione della corruzione. Mi rendo conto che è ancora un pensiero confuso e nebuloso il mio ma spero di essermi fatto capire .

    Quanto al casino dato da…pioggia ^^ bhe ritengo che dipenda dal fatto che i popoli più a nord di noi sono più abituati al mal tempo, ricordo un amica inglese che mi diceva che se hai qualche linea di febbre da raffreddore , nulla di meglio che coprirsi bene e fare due passi nel parco, l’abitudine rende certi piccoli inconvenienti delle bazzecole

  3. zundapp ha detto:

    secondo me è il rispetto delle regole. Cioè, se so che le macchine rispettano i limiti, si fermano per far attraversare la strada, rispettano gli stop ecc. non ho nessun problema a mandare i bambini da soli. I miei devono attraversare due strade molto trafficate ed un’altra più interna, per cui li porto io. E non perchè non mi fidi di loro, non mi fido degli italiani in macchina. Da noi le regole si interpretano.

  4. herrdelciaro ha detto:

    e magari il volontario che aiuta i bimbi ad attraversare la strada, peraltro fermando il poco traffico che c’è, una volta finito il suo lavoro si leva la pettorina tipo anas da sopra il cappotto e se ne va a lavorare in banca. con la paletta per fermare il traffico che spunta dalla borsa di pelle da ragioniere.

  5. ADBlues ha detto:

    ma se sono così bravi con i bimbi, come mai poi venngono sù dei tedeschi?

  6. ADBlues ha detto:

    O cavolo, katauebbo s’è mangiato il link!!! (ma che aspetti a mandarlo a quel paese e passare ad una piattaforma seria?)

    —Alex

  7. Franci ha detto:

    ” ma se sono così bravi con i bimbi, come mai poi vengono sù dei tedeschi?”
    forse succede perchè in realtà non vogliono “essere bravi” con i loro figli, semplicemente riservano anche a loro il distacco che si deve ad ogni altro essere vivente!

  8. crash ha detto:

    uhmm….marco ghibellino ha espresso dei concetti interessanti…..aggiungo un mio pensiero: a parer mio i krukki hanno nel proprio DNA il vivo desiderio di comandare, di dare ordini (…già le legioni romane ne avevano “saggiato” la pericolosità…)…per cui….sono predisposti a istruire i propri pargoli, comandando “fai questo” piuttosto che “non fare quello”. Il problema nasce nella fase adolescenziale: quando il cordone ombelicale con la propria famiglia viene reciso. In quella fase il pargolo divenuto ragazzo incomincia a manifestare e a coltivare l’aspetto insito nel proprio codice genetico: fare parte di popolo eletto, con propri doveri, obbedire a degli schemi, ……qui si gioca gran parte del suo futuro: caso 1) frequenta amici che iniziano a radersi oltre che le basette anche qualcos’ altro più in sù, resettando concetti di democrazia che avevano assimilato (in fieri, almeno) dai genitori, caso 2) diventa un tetesko stereotipo: vacanze a Bibione in roulotte, birra e wurstel a go-go, pantaloni extralarge, ecc…., caso 3) capisce che non può esistere più una nazione con i suoi confini, le sue manie, i suoi cazzi, ma siamo in una nazione più grande, siamo in europa, dove esiste (dovrebbe esistere) la solidarietà, la condanna di forme xenofobe, dove si sorride, dove si ascolta, dove si costruisce insieme…… e chi più ne ha…più ne metta. Ultima cosa, Lucia: hanno cancellato quella scritta ignobile vicino alla fontana ? (ne avevi scritto in un tuo post)

  9. nicolap ha detto:

    Pensavo la stessa cosa di Franci; come il famoso testo FATE LA NANNA per i neonati che in realtà invita a fottersene dei pianti neonatali, che smetteranno solo per rassegnazione. Che siano un po’ rassegnati alla distanza che i genitori creano, questi bambini? E che quindi decidano di cavarsela da sola? Non che sia un male, è che magari la giusta via sta a metà.

    E se non sei bravo e coraggioso a salire sul bufalo cosa succede?
    Prova a studiare i fenomeni di esclusione.

  10. Jane Cole ha detto:

    Le mamme italiane sono sempre state troppo chiocce, ma adesso la situazione è davvero peggiorata.
    Quand’ero piccola io, nei gloriosi anni 80, andavamo e tornavamo da scuola senza genitori. Noi bimbi tutti assieme, vicini, cugini, fratelli, al massimo con la supervisione di un adulto.
    Ed il pomeriggio si scendeva nel cortile sotto casa con le mamme che ogni tanto si affacciavano a dare un’occhiata. Adesso i cortili non li fanno neanche più.

  11. orfeo ha detto:

    Forse non ho capito, ma sembra che stiate prendendo sul serio la domanda “…perché diventano tedeschi”, che è molto divertente, ma sorvola sul fatto che è posta da un’italiana… e allora com’è che noi italiani siamo diventati quelli che siamo adesso?

  12. lucia ha detto:

    eh no orfeo! il post si basava “già” sulla superiorità tedesca!
    chissà se noi italiani veniamo sù così per via delle nostre mamme che ci rincorrono col giacchetto da piccini! ;D
    marco in effetti ha espresso concetti interessanti, che rischiano di cadere in aberrazioni della specie “ci sono popoli più portati al tradimento, guardate cosa hanno fatto a nostrosignore” ma con un pochino di discernimento e sangue freddo il discorso sarebbe interessante da affrontare. ci rimuginerò sù.
    per nicolap: i meccanismi di esclusione li ho studiati anche troppo bene… sulla mia pelle! :) perfino i miei amici, quando passeggiamo in bicicletta, se non reggo la loro folle velocità mi cacano lì. ma non per cattiveria, è che i tedeschi pare non siano capaci di capire cosa sia l’empatia, sembra che non riescano a vedere oltre la loro bolla squisitamente personale, non vai come loro? amici come prima e ci vediamo alla fine della passeggiata. sembrano un po’stronzi, insomma, ma non tutti.
    fb sfonda una porta aperta, sia io che lui conosciamo bene la “piccola città bastardo posto” nel quale siamo cresciuti entrambi.
    zundapp anche fa considerazioni giuste, ma la domanda è: non passa un pullmino? che razza di paese siamo diventati?
    alex: :D
    crash: il grancapo, parlando dei tedeschi scuote la testa e dice: “per loro ogni ordine è un sollievo”.
    e non dico altro!

  13. lucia ha detto:

    ah dimenticavo: crash, a costo di sembrare completamente rincoglionita… sai che non mi ricordo di che scritta parli?

  14. zundapp ha detto:

    nella scuola dei miei, una piccola scuola di quartiere, non ho mai visto il pullmino. Per scuole più grandi so che c’è. Non so che paese siamo diventati, cioè lo so ma torniamo sempre ai soliti discorsi che sappiamo benissimo, so solo che gli enti locali non hanno più soldi e tagliano tutto quello che possono, anche i pullmini che servirebbero un numero troppo limitato di bambini. almeno credo.

  15. lucia ha detto:

    grunf.
    ps: io avevo il terrore folle del pullmino quando andavo all’asilo, l’autista (una roba tipo otto dei simpson) quando qualche bimbo era cattivo ci diceva che invece di portarci a casa ci portava via e io NI credevo! ;)

  16. coccoina ha detto:

    Affascinante, mi ricordo, passare il confine e il finestrino del treno e Zoll; e, dal disordine preciso e naturale, all’ordine messo in fila, obbediente e che squadra preciso il paesaggio.
    Qui c’è pieno di grinze, grinze vere, rughe precise, casino vero o almeno quel poco che rimane.
    E quanto ce la invidiano, i tedeschi che lo chiamano’temperamento’, questa nostra cultura; o almeno quel pochino che adesso ne rimane.
    È un piacere per il cervello e l’occhio quel vedere alberi in fila obbedienti e casette ordinate e finestre che fanno entrare dentro luce e figure: quasi un Mondrian; ma ad Amburgo la bella c’è St. Pauli, Hamburg Reeperbahn, e che una volta alla settimana, ricordo, ci si andava come a andare allo zoo, trasgredire precisi e uno che non beve e guida fino a casa al ritorno. E sulla strada, al bivio, il poliziotto di latta che sembra vero, e il piede che si alza subito dall’acceleratore.
    Mi piace tanto leggere quello che con frizzo toscano e fresco che ride e ironico scrivi, qualche volta disperatamente iracondo e a ragione. E sai che dico? Sono tedeschi, tedeschi riformisti, luterani e basta; e la loro disciplina, e i loro sgarri alla regola che sembra fatta apposta per essere violata, anche loro. Essen e gefressen
    Francia, Douane, è lo stesso: e tanti francesi e la loro grandeur.
    .
    Noi giovani vecchi e incollati con lo sputo Savoia; e nemmeno Nazione, io credo: ma tanta gente come te, per esempio.
    .
    Un saluto.

  17. crash ha detto:

    Può darsi Lucia che me lo sia sognato io……ma mi pareva di ricordare che in un post descrivevi minuziosamente quella fontanella e ti lamentavi che dei “monelli” avevano – nottetempo – disegnato delle scritte.

  18. marcoghibellino ha detto:

    quote:

    “ci sono popoli più portati al tradimento, guardate cosa hanno fatto a nostrosignore”

    vero Lucy a quel problema ci pensavo mentre scrivevo il commento, ma, in realtà non è un problema mio se una frase può essere usata in modo razzista anche se, in se non lo è, anche i concimi chimici possono essere usati per fare bombe. La spiegazione , credo, risponde anche alla domanda di Orfeo ” e allora com’è che noi italiani siamo diventati quelli che siamo adesso?” domanda da non sottovalutare per nulla ; ecco cosa penso:

    Ci sono popoli , tra cui noi italiani ma non solo, che hanno avuto storie comuni e che hanno creato una diffusa cultura dell’inciucio, come nasce questa cultura? essenzialmente con il protrarsi nella storia di detti popoli del predominio di , imperi, istituzioni statali e/o religiose, strutture di potere e burocratiche che hanno si, assicurato lunga vita a tali nazioni ma sono state percepite dai cittadini ( sempre per secoli e secoli) come distanti e distaccate dalla ” Gente” , fonte di problemi, avide di tasse, avare nel concedere servizi ecc ecc. Questo ha costretto la Gente a ricorrere ad ogni trucco per sopravvivere/prosperare, ha mostrato come chi era ” furbo” migliorava; unitamente ( tra i popoli latini) ad una Chiesa che non dava affatto il buon esempio anzi, era più interessata al potere temporale che spirituale, mentiva ( lascito di Costantino) , si alleava sempre con i potenti e mai con il popolo , anzi rendeva difficile la vita a chi compiva la scelta opposta ( vedi S Francesco), tutto ciò ha portato a considerare la corruzione , dapprima inevitabile poi sempre meno condannabile moralmente ed eticamente ( ed oggi in italia si prova a renderla anche legale) .
    All’opposto abbiamo popoli ( e nazioni) molto meno toccate da questa cultura dell’inciucio, a questo deprezzamento del rigore morale dei cittadini.
    Le caratteristiche storiche e culturali che detti popoli hanno in comune sono: 1) la riforma protestante 2) la mancanza o il breve protrarsi di situazioni di predominio di tipo imperiale ( L’inghilterra ad esempio ha avuto un impero , in pratica dal 1650 al 1945 circa , 300 anni nulla a che vedere con Roma Bisanzio la Cina il Giappone )

  19. lucia ha detto:

    Dé marco! alle sei e mezzo di mattina sei messo peggio di me! :)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...