il biciclettaio

il mio biciclettaio è giovane e di origine cinese.

è un po’ come andare da un pizzaiolo italiano, o da un ingegnere tedesco o da un pittore francese.

ieri ci sono andata perché la mia fida bicicletta che ha fatto il giro d’europa dindellava e soprattutto quando frenava sembrava che stesse frenando un tir e alle vecchiette che baloccano in via fillungo veniva un colpo.

il dottore della bici l’ha presa, con lo stesso piglio e la stessa sicurezza con la quale il veterinario agguanta il gatto nero e con un cacciavite ha aggiustato parafango e freni, prendendo la vite che era andata persa da un cassettino fra mille cassettini.

non ha parlato molto, ha guardato la bicicletta, ha provato a frenare e ha ascoltato, e in due secondi la bici era a posto.

“quant’è?”

“nulla, figurati!”

“allora grazie mille, buona serata!”

e la sensazione di riprendere la bici messa a punto, silenziosa e sistemata, con la luce del tramonto alle spalle che dorava i mattoni delle mura non ha avuto prezzo.

mi piace chi aggiusta le bici.

in generale perché mi piace chi aggiusta le cose. ci si pensa sempre meno che una cosa possa essere riparata invece che comprata di nuovo.

e in più chi aggiusta le bici ha il merito di aggiustare una cosa utile, che serve parecchio e che ti appartiene con un’intimità e un affetto che secondo me solo la propria bicicletta rappresenta.

per cui grazie davvero, da parte mia e anche da parte delle vecchie di fillungo.

 

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18 risposte a il biciclettaio

  1. nonunacosaseria ha detto:

    questo degli usi e costumi lucchesi (niente è aggratisse) ‘un ci ha ancora capito niente, io lài!

  2. AD Blues ha detto:

    Beh il tuo biciclettaio avrà lo stesso piglio e sicurezza del veterinario del gattonero ma sicuramente non ha lo stesso coraggio! ;-)

    —Alex

  3. gipo ha detto:

    ma anche il veterinario del gatto nero lo aggiusta con viti e cacciavite?

  4. donna allo specchio ha detto:

    io invece le rompo le cose, poi le compro nuove (se posso) o le faccio aggiustare dal biondino

  5. crash ha detto:

    …una volta le cose si aggiustavano…adesso si cambiano: una volta se si bucava si metteva la pezza con il mastice – previa raschiatura con carta vetrata – adesso per un forellino si sostituisce la camera d’aria…

  6. donna allo specchio ha detto:

    certo io non faccio come la mia amica che ha rotto il compiuter, e invece di comprarlo nuovo, ha speso un sacco di soldi per comprare i pezzi e poi si è divertita a ripararlo lei. Le è costato lo stesso prezzo che a me, ma lei ha avuto il piacere di metterci mano; per me sarebbe stata una gran rottura di balle oltre che tempo perso. Ognuno i suoi passatempi.

  7. tittisissa ha detto:

    È vero! Quello di saper aggiustare le cose (sopratutto le cose utili) è un grande pregio.

  8. donna allo specchio ha detto:

    @crash: + che opportunismo direi “sapersela cavare”, “debrouillardise”, in francese. Perchè sforzarsi per fare una cosa che non si sa (o non si vuole) fare quando un altro la fa volentieri al posto tuo (gratis o non)?

    Nel mio caso il biondino è felicissimo di rendersi utile (se non altro per non sentirmi :) )?

  9. crash ha detto:

    io volevo sottindendere che è in gamba perchè sa fare di tutto, e al giorno d’oggi sono persone difficili da trovare. Per la seconda parte dl tuo discorso sono anch’io d’accordo che chi SA delegare dimostra la stoffa di un capo, ma mi pareva di leggere dalle tue righe precedenti che delegavi ANCHE perchè, a volte, è una “rottura di balle”… e in questo caso il discorso cambia.

    • donna allo specchio ha detto:

      Lui è architetto e per pagarsi gli studi ha lavorato come scaricatore, sa e ama fare tutto ed è bravo. In più adora proteggermi e coccolarmi.
      Devi sapere che sono mancina, corretta per mangiare, con tentativi falliti da parte delle bonne sœurs di correzione per scrivere, quindi sono molto goffa; odio i lavori manuali,, mi ammorbano, ho molta ammirazione per chi vi riesce. Io invece sono negata per qualsiasi cosa in cui si devono usare le mani ed in più i lavori manuali mi provocano vere e proprie crisi di nervi e e di emicrania, tipo un respiro, una parolaccia. Divento isterica. veramente. Ma so chiedere aiuto e so delegare e me la cavo cosi (che il motivo sia perchè considero i lavori manuali una rottura di balle per me, ebbene si) . Per me è sopravvivenza, senno i mobili IKEA non sarebbero montati, anche perchè al giorno d’oggi uno non sempre puo permettersi di spendere cifre astronomiche per mobili che non sono IKEA (sig) oppure le bici non sarebbero riparate.o i quadri non sarebbero appesi al muro.
      Mi è capitato solo una volta di riuscire in una roba manuale ed è stato quando a canottaggio ho dovuto montare delle viti, ma qualcuno si era messo accanto a me ad indicarmi quale cacciavite usare e che movimenti fare.(anche a canottaggio già imbroglio quando si tratta di portare le barche quando mi metto vicino ai cristoni affinchè le portino loro al posto mio)

  10. crash ha detto:

    a proposito di canottaggio, d.a.s,…..se ci organizziamo e se ti fa piacere…si può fare un bel giro insieme, in acque calme ehh….fiume o mare (a me piace il kayak).

    • donna allo specchio ha detto:

      con sommo se sopravvivo alle mie ernie discali (una dorsale e ne ho appena scoperta una cervicale, ma è in fase iniziale, mo la blocco con l’agopuntura intensiva) . Dovrei riprendere l’anno prossimo in simulazione piscina (spero), dopo un estate di nuoto e pilates.

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