VoRei una STONSA

Ieri i ragazzi delle quinte sono diventati per un pomeriggio investigatori del crimine.

Pipette, gel di agarosio, un po’ di DNA e soluzioni varie e insieme abbiamo capito che siamo tutti uguali ma diversi, che non c’è un essere umano uguale all’altro (gemelli identici a parte) e che a volte l’imparare non ha altra strada che passare dal fare.

C’ero stata tanto sopra, ne avevamo parlato in classe, avevamo visto la figura, glielo avevo raccontato, ma finché non lo hanno fatto non lo hanno capito.

Hanno imparato a usare una pipetta, a seminare in un pozzetto, ad aspettare trepidanti, la digestione prima, la migrazione dopo.

Si sono sentiti osservati quando al loro turno hanno dovuto mettere il campione, qualcuno lo ha fatto bene al primo colpo, qualcuno meno.

Ma io credo che ne siano usciti più ricchi.

Anche i più pallosi, anche i polemici, anche i distratti, anche i disincantati.

Alla fine il laboratorio è laboratorio e ai ragazzi parlerà sempre.

Il DNA fingerprinting permette di identificare se un frammento umano appartiene a una persona della quale abbiamo il DNA, è una tecnica molto vecchia, direi ormai quasi datata, ma affascinante.

I ragazzi lo hanno fatto e compreso.

E io spero che questi futuri avvocati, letterati, ingegneri, filosofi, un giorno si ricordino della biologia e di tutto quello che può raccontare, se solo siamo disposti ad ascoltare con pazienza.

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2 risposte a VoRei una STONSA

  1. pensierini ha detto:

    Cos’è, una STONSA?

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