la famiglia…

Fredo, sei il fratello maggiore e io ti voglio bene. Ma non ti azzardare mai più a schierarti contro la famiglia, è chiaro?

Mai più.”

(Michael Corleone)

quante ragazze e ragazzi (ma soprattutto ragazze) sono state uccisi dalla loro famiglia?

prima di Saman mi ricordo di Hina e di Sana, di origini pakistane e marocchine, mi ricordo di Sarah di Avetrana, mi ricordo, della mia esperienza di assessora, i racconti di padri e fratelli violenti, di madri spaventate o conniventi, di ragazze e ragazzi scappati lontano, per sfuggire a un coltello, a una pistola, a una cinghiata data bene.

ne ho conosciute tante, di persone scampate alla famiglia.

ne conosco ancora, alcune, che non riescono a liberarsi dalla paura, dalla violenza subita, da quella minacciata.

l’idea, tossica, di possedere un essere umano, di considerarlo proprietà, di decidere per la sua vita e di arrivare al punto di desiderarlo morto se i suoi desideri non coincidano con i propri.

meglio morto che finocchio.

meglio morta che vestita in quel modo.

meglio morto che drogato.

meglio morta che con un negro.

meglio morta che con la fidanzata.

morta.

Non ce la faccio neanche a realizzarla, questa parola.

Mio figlio l’altro giorno sì è quasi strozzato con un pezzo di totano e non ci ho dormito per due notti.

Come si possa immaginare la morte di un figlio e metterla in atto, il dolore di un figlio e procurarlo, non riesco neanche lontanamente a immaginarlo.

Eppure questa roba cresce nel ventre molle delle famiglie, dei genitori padroni, nelle famiglie dabbene e in quelle “dammale”, in quelle dei quali i vicini commentano al cronista sembravano persone tanto ammodo…

Che rabbia che provo.

Per quella ragazza, per il fallimento di chi doveva proteggerla, per la mano che l’ha uccisa, per la bocca che ne ha ordinato la morte.

Quanta disumanità ci vuole per una cosa del genere?

Quanto ci vuole prima di levare un figlio a genitori incapaci e violenti? Nel nome di quel maledetto diritto di natura per il quale lo hai fatto tu e quindi è tuo.

Quante denunce? Quanta sofferenza?

Per quanto ancora tollereremo padri e madri violenti, mariti violenti, fratelli violenti?

Perché non l’abbiamo tolta da quell’inferno?

Quante ragazzine stanno vivendo il medesimo incubo?

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