Ripartire, insieme

Ieri abbiamo inaugurato questo progetto.

Una casa per donne, dove rifugiarsi e anche da dove ripartire.

Dove stare insieme, per rendere meno ripida la salita, più dolce la discesa, allegro il piano.

Avevamo già fatto la stessa cosa con alcuni uomini, un anno fa, di cui vi ho riparlato poco tempo fa.

Gli uomini ci erano sembrati paradossalmente più fragili, più indifesi davanti alle catastrofi della vita, più vulnerabili, in poche parole parole più soli.

Poi sono arrivate le donne, meno numerose degli uomini, più timide, più, in qualche modo, forti.

Così eccoci qua.

E la città sperimenta un modo in più per fare casa, per fare famiglia, per fare nido.

Nuovi modi per stare insieme.

Insieme.

Una parola che vorrebbero farci dimenticare.

Facendoci credere che venga prima qualcun altro.

Prima gli italiani.

Prima i miei figli.

Prima io.

Nessuno si salva da solo.

Ognuno di noi è il pezzo, piccolo o grande, robusto o fragile, lungo o corto, di una corda, annodata con mille altre corde, per fare la rete che si chiama comunità, che si chiama mondo.

E allora mettersi insieme diventa un gesto rivoluzionario, perché ci riporta a una dimensione difficile e bellissima, complessa e luminosa.

Quella del noi.

Buona vita ragazze.

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4 risposte a Ripartire, insieme

  1. marcoghibellino ha detto:

    quando leggo di queste ottime iniziative , mi restano sempre delle domande da fare, ne per sarcasmo ne per polemica ma solo per capire ;
    stare assieme , creare una comunità è un enorme passo avanti in certe situazioni, le mie domande sono :
    1) come vengono scelti coloro che parteciperanno a queste iniziative ?
    2) hanno un lavoro, tutti? o solo alcuni?
    3) cosa viene fatto per quelli che sono disoccupati o in altro modo non autonomi?

    • letteredalucca ha detto:

      Vengono scelti sulla base della collaborazione fra assistenti sociali asl e comune, in base al loro percorso personale. Non è una lotteria, è un grande lavoro di professionisti che devono capire le attitudini alla convivenza, i bisogni, le potenzialità.
      È un sistema, non è raccontabile su un blogghino, ma ti assicuro che è una cosa complessa e multifattoriale.
      Su chi “resta fuori” vengono cercate altre soluzioni, sul lavoro le amministrazioni locali non hanno competenze, ma anche su quello abbiamo il progetto “ventaglio” di cui ho già raccontato.
      Certo, si supporta tanta gente e tanta altra si potrebbe ancora supportare, meglio e più di così, avendo soldi a disposizione che invece vengono tagliati sempre di più. Ma si lavora tutti i giorni per cercare una soluzione. Se si cerca a volte si trova, se non si cerca no.

      • marcoghibellino ha detto:

        ^^ ti rispondo quello che mi disse un sublt dei marines ,molti km e troppi anni fa in un posto che allora era poco diverso da adesso Lucy:

        hank you for your duty

  2. marcoghibellino ha detto:

    thank == scusa

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