Festa

Prima notte a casa di nonna ida.

La casa dall’altra parte del campone ha fatto una festa.

Una di quelle feste di inizio dell’estate, forse il compleanno di qualcuno, magari il numero 18, visto schieramento di musica e di luci.

Una di quelle feste dove da ragazzini si decidevano le sorti amorose dell’estate, dichiarazioni fatte dopo un bicchiere di troppo bevuto per farsi coraggio, per farsi vedere, per far credere che alla fine non eri proprio in te.

E c’era pure il karaoke stanotte.

Canzoni scritte prima che nascessero, ma cantate a squarciagola, certe notti, quello che le donne non dicono, con te partirò…

Roba da far innamorare anche un pitone.

Dalla finestra arrivavano i feromoni grossi come zanzare.

Ragazzini neopatentati si sono fermati per chiedermi indicazioni.

Mi hanno detto il nome della festeggiata, chiedendomi di casa sua, dicendo prima il cognome e poi il nome, come un verbale dei carabinieri, che in effetti a scuola ci si chiama per cognome e fa strano poi scoprire che invece si ha tutti anche un nome di battesimo.

Ci hanno fatto tenerezza.

Gli stonati del campo accanto.

I ragazzini leggeri, alla fine della scuola, le vacanze vicine, gli ultimi compiti, le ultime occasioni per baciare la Rossi, la Bernini, il Giammattei.

In bocca al lupo, mettetevi al volante da sobri, e amate a tutto volume.

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7 risposte a Festa

  1. pensierini ha detto:

    Beata gioventù. Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia…

  2. marcoghibellino ha detto:

    Pensierini, Tessssssora, ti vedo un pò giù,quando sono un pò depresso leggo qualche Epigramma di Marziale , lascivi volgarissimi e decisamente porno, sono così moderni sti romani ,

    UU
    “Lo vedi, Deciano, quell’uomo dai capelli scomposti,
    la cui fronte aggrottata fa paura anche a te,
    che ha, sempre, sulla bocca i Curii e i Camilli
    assertori di libertà? Non credere al suo cipiglio:
    ha preso marito ieri.”
    Epigrammi liber primus epigr. n. 24

    “Perchè, oh Zoilo sporchi la tinozza,
    lavandoti l’ano? Se vuoi sporcarla di più,
    tuffaci, oh Zoilo, la testa.”
    Epigrammi liber secundus epigr. n.42

    “Ti depili il petto, le gambe e le braccia,
    e hai rasato i peli che cingono la tua minchia.
    Fai ciò, oh Labieno -chi non lo sa?-
    per la tua amante. Per chi, oh Labieno,
    depili il tuo culo?”
    Epigrammi liber secundus epigr. n.62

    gran finale

    “Poichè al ragazzo fa male il pene e a te, oh Nevolo,
    il culo, pur non essendo un indovino, so bene ciò che fai!”
    Epigrammi liber tertius epigr. n.71

  3. marcoghibellino ha detto:

    ho fatto il classico, però non ci facevano studiare e tradurre Marziale, che strano

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