E l’Italia giocava alle carte…

Mentre il paese entrava in uno stadio ancora più buio e comatoso della propria coscienza, io ero a un BARRE.

A un baraccio di paese, per la precisione, un baraccio che mi ha visto crescere, comprare gelati, più tardi sigarette, poi semplicemente a salutare un’amica bevendo una cosa, poi, da qualche tempo, neanche quello.

Un baraccio vicino casa, vicino farneta, non ti fa’ riconosce’ subito che vieni da farneta, mi diceva sempre il mi’babbo quando lo chiamavo da qualche metropoli lontana.

C’era gente di farneta, di maggiano, di nozzano, e perfino gente da fuori, che so, da sant’anna, nave, san concordio, di là dal Serchio, via, per capirsi.

perché farneta, da dove vengo io, come maggiano, in effetti, è oltreserchio, un posto lontano, misterioso, contadino, ruvido, con le donne indecise fra la vestaglia a fiori o gli hotpants e le puppe sparate, e gli uomini di poche parole ma di assai vino.

Ero a questo baraccio perché ci sonava il mio amico Igo, con la serpe d’oro, e qualcuno che viene a sonare in oltreserchio è un fatto e una notizia rilevante.

C’era anche la mi’mamma, e mi pare si sia divertita.

E a me è piaciuto giocare in casa, è piaciuto guardarmi intorno e sentirmi così diversa e insieme così uguale a tutta quella gente col rossetto esagerato o la camicia sbottonata.

Mi sono ricordata delle estati da bambina, i campi infiniti di grano o fieno, i punti di riferimento semplici, la chiesa, la certosa, il bar, il congelatore dei gelati.

Le infinite, eterne, vacanze estive, la ghiaia, le magliette comprate alla merceria di paese che avevano tutte quell’odore fortissimo di carbolina, la cartoleria che costava troppo, la bici, le amiche della scuola elementare che a casa mia non ci venivano perché era in salita.

Stronze.

Ora ve lo posso anche dire.

Ora che in oltreserchio non ci vivo più, ma che in oltreserchio mi sento ancora, senza dubbio, a casa.

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2 risposte a E l’Italia giocava alle carte…

  1. marcoghibellino ha detto:

    splendido ^^
    non sai quanto ti capisco , io sono nato urbano , oddio urbano … diciamo uno sputo fuori le mura
    di Arezzo, al Gioco del Pallone ( la casa dietro il 1° platano a dx ^^ )
    http://www.arezzointuscany.it/it/cose-da-fare-e-da-vedere/giovani-e-sport/sport-ad-arezzo/campi-di-calcio-e-di-calcetto/campo-di-calcetto-gioco-del-pallone/leadImage
    ma da quando ricordo ho sempre voluto vivere in campagna, finchè non ci sono riuscito , infondo siamo tutti un pò Jeremy Johnson

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