aiuto

Credo che mezzo mondo abbia letto la storia del professore bullizzato a Lucca.

E non voglio parlare di questo. O meglio, non voglio parlare di questo episodio, in molti lo hanno fatto, in moltissimi hanno diffuso il video, in moltissimi hanno commentato.

Io provo a pensare di nuovo a me stessa, a me stessa bambina, a me stessa ragazzina, a me stessa adesso, adulta, assessora, mamma.

Penso alle manate bene assestate che Gigi, il vicino di casa ci sapeva allungare se uno di noi bamboretti faceva casino all’ora che gli adulti riposavano, ma anche alle parole dolci, alle lacrime asciugate, alle merende elargite da lui o da qualunque altro adulto ci avesse avuto per le mani nel momento del bisogno.

Eravamo i bimbi di tutti, dei vicini, della maestra, del prete, del dottore, delle suore, dell’allenatore.

E ognuno metteva del suo, come poteva, quello che aveva, con semplicità, con bravura, con scemenza, pure.

E fra tutti, in quel mondo di adulti, c’era quella coesione, quella robustezza di sentimenti e relazioni che portava i nostri genitori a fidarsi dello sguardo dei genitori degli altri.

A sapere ogni volta da che parte stare, a farti capire che se la maestra si lamentava di te quello in torto eri tu.

A priori.

Ontologicamente.

E se Gigi forava il pallone stavi senza, così ci pensavi un pochino la prossima volta che giocavi nel fieno da tagliare.

Per questo adesso chiedo aiuto.

Alla vicina, alla maestra, al vigile, al commesso del supermercato, al barista, al pediatra, alla sua dolcissima infermiera.

Chiedo aiuto al mondo che mi circonda.

Perché ho un solo bimbo, che rischia di diventare l’unico sole della vita dei genitori, dei nonni, del mondo.

E non voglio che accada.

Non voglio diventare una mamma che non vede.

Non voglio diventare una mamma che è sempre colpa di qualcun altro.

Non voglio diventare un’isola, chiusa e incarognita sul divano di casa a guardare trasmissioni polemiche, a leggere cose violente, a nutrire di fiele i pensieri.

Voglio insegnare a mio figlio il rispetto e l’amore per gli altri.

La gentilezza del cuore.

La generosità per chi è in difficoltà.

L’insofferenza verso le ingiustizie.

Non posso farcela da sola.

Aiutatemi.

Spegniamo Facebook.

Usciamo di casa.

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