Grigori aggiustatutto

Mi chiamo Grigori. Come il nostro santo patrono, come mio nonno e come il nonno di mio nonno.

Faccio l’aggiustatutto e la mia bottega è sul curvone appena prima dell’arrivo nel quartiere, in alto, ci arrivi se lo sai, ma la gente sa come arrivare, perché quando qualcosa si rompe nessuno la sa sistemare meglio di me.

Una volta finito il lavoro metto fuori quello che ho aggiustato, è il segnale che il cliente può ritirarlo.
Quando non ho lavoro mi fumo una sigaretta all’ombra della baracca e mi godo il vento.

Accanto a dove lavoro c’è un nido di bambini, sono tantissimi e dei più diversi.

Li sento pigolare quando giocano in giardino, conosco le tate e i loro ritmi, le vedo entrare al mattino e uscire stanche alla fine del turno, so che li amano come solo una tata può amare, una tata che cura bambini che forse un giorno saranno di altri.

Perché vedo anche loro, gli aspiranti genitori, varcare il cancello, dal primo giorno all’ultimo e mi diverto a vederli cambiare, osservo come la vita aggiusti quel che s’ era rotto, rimettendo insieme i pezzi, donando dei genitori a un bambino e un bambino a dei genitori.

Così è la vita e piano piano tutto si aggiusta.

Quando li vedo uscire, aggiustati e pronti per il mondo, sorrido e auguro ogni bene.

Poi riprendo il martello e mi metto a sistemare le scarpe della signora Allila, che le vuol pronte sempre troppo presto.

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16 risposte a Grigori aggiustatutto

  1. AD Blues ha detto:

    Ho sempre creduto che le persone he aggiustano le cose avessero un animo particolare.
    Perdersi dietro un guasto, impiegare del tempo per studiare il funzionamento di un oggetto e poi ingegnarsi per ripristinarlo, beh, ha bisogno non solo di intelligenza e pazienza ma anche di amore. Vuoi mettere aggiustare contro buttare&ricomprare?

    W Grigori e quelli come lui

    —-Alex

  2. Graziella ha detto:

    Ammiro come riesci ad esprimere poeticamente le cose… mi hai commosso, ecco ! :-*
    Graziella

  3. tittisissa ha detto:

    Grigori l’aggiustatutto è tenerissimo.

  4. donna allo specchio ha detto:

    già, è vero ci vorrebbero più aggiustatutto in un mondo dove si tende a ricomprare cio che è rotto, non ad aggiustarlo, a cominciare da me (che-per-carità-io-non -sono-manuale-goffa-come-sono-non-tocco-una-cosa-neanche-a-mori-casomai-mi-possa-feriire-con-qualche-attrezzo). Anche se è il mercato stesso in occidente che fa in modo che aggiustare costi di più che comperare nuovo.

    • AD Blues ha detto:

      No dai, non è così semplice; non è solo il consumismo che ci fa buttare via invece di ricomprare.
      Effettivamente molto spesso, vista l’elevata integrazione e complessità dei prodotti, specie tecnologici, c’è un’effettiva convenienza economica a gettare (spero riciclare) e ricomprare, con poi l’indubbio vantaggio di avere un’oggetto completamente nuovo, magari aggiornato e più efficiente.
      Ma c’è anche un altro aspetto che è quello sul quale mi piace soffermarmi e riflettere: non ci affezioniamo più a niente, un oggetto, un abito, quindi gettiamo tutto. Aggiustare richiede curiosità, competenza, ingegnosità e tempo. Tutte cose che al giorno d’oggi crediamo di non avere ma che in realtà sono accessibili a tutti, basta cercarle.
      Di fronte ad un guasto prendiamo sempre la via più semplice invece di spendere un po’ di noi nella ricerca di un’alternativa, insomma, manchiamo di dedicazione ed in fondo in fondo, di amore.

      —Alex

      • marcoghibellino ha detto:

        …e c’è l’obsolescenza programmata , stiamo sempre a cercare il lato romantico , in realtà i motivi sono squallidamente economici. Difficilmente un oggetto di adesso durerà quanto uno prodotto 40 anni fa, ( il mitico frigo Fiat acquistato dal babbo nel 63, relegato in campagna nell’86 e definitivamente pensionato nel 98 ma ancora funzionante e utilizzato a 4° per le verdure) , se un ferro da stiro, un asciugacapelli un frullatore si guasta non si trova un riparatore, dato che l’oggetto nuovo costa tra 20 e 40 € meno della riparazione ; per cui o ricompri o aggiusti da te o , ^__^ crei mostri di Frankenstein; da un frullatore un piccolo tornio, dal motore di una lavatrice un tornio sa ceramica .
        Prima o poi mi direte dove li comperate gli occhiali con le lenti rosa, anche se in questo mondo di merda sono rischiosi

      • AD Blues ha detto:

        Sono perfettamente d’accordo con te: trovare un riparatore come Grigori è difficile.
        Ma sei troppo negativo; io avrò le lenti rosa (anche le preferisco gialle perché fanno vedere il mondo sempre con il sole) ma tu devi toglierti quelli neri :)
        I servizi di assistenza ci sono e funzionano; magari sono costosi (ed è un altro motivo per ricomprare, come ho detto) ma il fatto è che per una grande maggioranza di persone è noioso anche stare a cercarli ed è più facile ricomprare.
        Quando si è rotto il mio forno a microonde, prima mi sono fatto prendere dal panico (uffa, mi tocca a ricomprarlo!) poi mi sono fatto prendere dal dubbio ed ho chiamato l’assistenza: pezzo da 5€ e 25€ di manodopera dell’assistenza ufficiale (nota marca scandinava) = 30€ di riparazione invece che un centinaio e passa per un forno nuovo. Fosse stato per mio padre starebbe già al cassonetto invece.

        L’obsolescenza programmata non c’entra una beata minchia con la mia considerazione.
        Scusami se sono così brutale.

        Se qualcosa si rompe (non importa se dopo un anno o dopo 20) bisogna avere la voglia (oppure in alternativa, tempo\capacità\curiosità\amore) per aggiustarlo e basta.

        —Alex

  5. donna allo specchio ha detto:

    E che cos’altro se non il consumismo. Oggi gli oggetti sono costruiti apposta con una durata limitata nel tempo per essere sostituiti. Un tempo un frigorifero, una lavatrice duravano 20 anni, oggi purtroppo no. E non parliamo dei telefonini o compiuter. Io lo riconosco, manco di amore e di pazienza perchè manco di manualità e fare cose manuali vuol dire un respiro, un vaffa al mondo ed in più ho tendenza a scaricarmi sul santo di casa che lui da buon architetto ha più manualità di me visto che è abituato a fare le maquette.

  6. donna allo specchio ha detto:

    pero penso che è anche il mondo che ci porta nella norma a essere cosi (a parte il mio che è un caso estremo, diciamo che sono una gran fortunata), poi se come in certi paesi ed in certe situazioni ti devi arrangiare ti arrangi

  7. marcoghibellino ha detto:

    mi sono tolto gli occhiali neri, vedi mai che tutto vada bene, che queste multinazionali in realtà lavorano per il bene comune , che….

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-09-20/-scandalo-volkswagen-rischio-incriminazione-la-frode-emissioni–180710.shtml?uuid=ACn9wL1

    ( si ri infila gli occhiali scuri)

    ma andate a dar via il ….

  8. Pingback: scendendo giù dalla collina | letteredalucca

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