tentare

provo a dire quello che penso, anche se non so quanto potrò riuscire ad essere precisa, chiara, lucida come altri commenti che, fortunatamente, ho letto in rete ultimamente.

confesso di aver avuto la tentazione, mentre priska faceva le fusa sulle ginocchia, di dire “fanculo, io parlo di lei domani, io parlo dei gatti, del loro pelo perfetto, del viso da tigre che hanno, del caldo tepore che lasciano sulla pelle”.

forse avrei fatto meglio, a quest’ora non starei a ciurlare nel manico cercando parole che fatico a scrivere.

quello su cui vorrei provare a riflettere è il concetto di democrazia.

e sticazzi, direte voi.

il fatto è che questi giorni bui che stiamo vivendo, fatti di forconi, tricolori branditi come clave, populismo da due lire, memoria e fiato entrambi corti, sono i risultati della politica degli ultimi venti anni, che nel tempo ha distrutto la scuola, l’educazione, il vivere civile, l’amore per la cultura, ma sono stati voluti fortemente dagli italiani stessi, quegli stessi italiani che adesso vorrebbero marciare su roma e che nei decenni scorsi hanno amato prima la lega, poi berlusconi, poi grillo, e infine chissà.

il fatto è che fra classe dirigente politica e “popolo italiano” c’è stato un patto reale, firmato da bruno vespa e non solo, per eleggere e mantenere una classe che fosse veramente rappresentativa: una classe politica nella quale riflettersi e specchiarsi, una sorta di format televisivo dove ognuno poteva un giorno sognare di piazzare il figlio scemo in un posto dove lavorasse poco e guadagnasse tanto, dove poteva evadere il fisco, farsi rimborsare scontrini assurdi, passare avanti nelle file, farsi operare dal primario perché è un amico degli amici.

venerdì a napoli, mentre andavo alla stazione, sono rimasta bloccata a una rotatoria.

ho pensato che forse c’era un incidente, o dei lavori.

no.

il traffico era bloccato perché nessuno stava dando la precedenza agli altri.

per voler passare per primi, tutti stavano facendo tardi, incapaci di riflettere sull’importanza del bene comune, della temporanea comunità “rotatoria stradale”.

l’italia è questo schifo qui adesso, l’italia è un paese bloccato dagli egoismi di tutti, dall’incapacità di ognuno di noi di aspettare un secondo, di limitare la propria libertà fino al confine con quella del vicino.

in tutto questo non riesco a vedere un futuro reale, non riesco a vedere una prospettiva.

negli anni venti e trenta il fascismo si impose nel paese non solo grazie alla violenza, grazie anche a un forte appoggio popolare, tanti contadini, operai, braccianti, videro nell’uomo della provvidenza colui che li avrebbe salvati, mentre l’uomo della provvidenza si faceva finanziare dai grandi borghesi per appiccare il fuoco alle camere del lavoro.

ma questa era la situazione, poca cultura, poco studio, tanta fatica, poco pane e un grande comunicatore alla finestra.

poi la resistenza ci ha dato padri e valori che sono durati qualche decennio.

insieme alla democrazia la scuola, insieme a loro la cultura, la civiltà, l’educazione.

anche se ci sono voluti gli anni sessanta e settanta per fare sì che la scuola e l’università fossero veramente di tutti e per tutti.

piano piano, dagli anni ottanta in avanti, la scuola, la cultura, la democrazia, sono state indebolite e sostituite dal denaro, dall’egoismo, dall’arrivismo.

adesso questo processo è al suo culmine.

i cattivi maestri dei nostri tempi hanno camicie verdi e sorrisi smaglianti, calze a rete e dito medio alzato, violenza verbale e feroce ignoranza.

adesso il popolo italiano è simile a quella massa di gente inneggiante a roma sotto al balcone.

adesso è di nuovo manipolabile. crede a tutto, beve tutto, dategli un nemico e lo farà a brandelli. che si tratti di politica, giornalismo, sindacati.

e il nemico sono sempre gli altri.

fateci caso, chi è in piazza in questi giorni non manifesta perché il ginecologo non fa la fattura da anni e con quei soldi potevano avere l’asilo sotto casa, non manifesta perché il cognato timbra il cartellino e poi va a fare la spesa, non manifesta perché il fratello ruba la cancelleria in ufficio e la rivende.

vuoi mettere come sia più facile dire “tutti a casa!”?

non so come andrà a finire.

so solo una cosa: difenderò la più marcia e decrepita e corrotta delle democrazie, davanti alla violenza di chi pensa che una marcia su roma possa risolvere i problemi del paese.

 

 

 

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14 risposte a tentare

  1. biba ha detto:

    Lucia, sono assolutamente, totalmente, razionalmente e visceralmente d’accordo con te! Anche io ho deciso da me di non tollerare più nulla anche nel quotidiano: a partire da chi ti passa davanti in fila perché pensa che il suo tempo sia più importante del tuo, a chi parcheggia in ZTL perché ha fretta di andare a comprare i regali di natale o a chi non fa il suo lavoro perché passa il tempo a chiacchierare con i colleghi negli anditi. Adesso basta, basta arroganza, prepotenza, ignoranza, incultura e populismo, a cascata. Mi sono rotta!

  2. AD Blues ha detto:

    Non riesco a commentare, veramente, ci sarebbero troppe cose da dire.
    A partire da chi sostiene “che sono tutti uguali” a chi vorrebbe sfasciare tutto senza alcuna proposta di ricostruzione, ai qualunquisti.
    E poi ci sono quelli che credono a qualsiasi fandonia; in campo politico, in quello sociale o medico-scientifico.
    Basta, davvero, io sono stufo.
    Ed è una delusione profonda perché so che anche se questi movimenti di idioti si sgonfieranno, il loro seme continuerà a rimanere quiescente fino alla prossima occasione.
    Questo paese non si libererà mai dal qualunquismo e dal fascismo.

    —Alex

  3. hottanta80 ha detto:

    Magnificamente scritto (….purtroppo).

  4. pensierini ha detto:

    Sottoscrivo anch’io, LdL, parola per parola, invettiva per invettiva. Dobbiamo renderci conto che l’Italia è una democrazia giovane, rispetto ad altre, con tutti i difetti dell’inesperienza e dell’immaturità. Ma è necessario che si cresca anche noi, una buona volta. Io non ho smesso di sperare, anche se la mia speranza, per forza di cose, ora è incarnata dal volonteroso ma politicamente assai limitato Matteino da Firenze. O, in alternativa, dal più scafato Nichi, sempre che la smetta di fare telefonate in ginocchio al padrone del vapore. Mah. :-(

  5. donna allo specchio ha detto:

    quoto ogni parola di lettere da lucca e condivido in pieno la disillusione di alex. non ho tempo, ne voglia, ne neuroni (lo confesso) per sviluppare di più in questo momento. Vorrei solo sperare che renzi cresca, per il momento mi pare un bamboccio alle prese con un giochino nuovo,solo che il giochino nuovo siamo noi.

  6. marcoghibellino ha detto:

    amen che dire… hai detto tutto

  7. skip ha detto:

    Condivido. In effetti si leggono proclami e argomentazioni senza capo né coda che sottendono un malessere sociale e una rabbia che il capobanda di turno sfrutta aizzando la folla. Per questa ragione non si possono ignorare le difficoltà di chi fatica ad andare avanti e occorre provvedervi, per evitare- fenomeno già in atto- che il populismo attecchisca grazie a padroni, patrigni,padrini. Mancano i padri, quelli veri. Nel mio piccolo raggio di azione ho imparato a farmi valere contro i prepotenti, i lavativi che spesso non solo non fanno il proprio dovere, ma cercano pure di imporsi sugli altri. Il signorile silenzio è frainteso per dabbenaggine da chi non ha educazione e sbraita, scalpita, provoca. Bisogna farsi sentire, esporsi , operare con coerenza e ferma correttezza per tentare di recuperare il vivere civile. Questa è la vera rivoluzione da fare, e forse ne vedremo i frutti nella generazione dei più giovani.

  8. ilnonluogodiemilye ha detto:

    pensavo oggi la stessa cosa, bloccata, con i minuti contati, dentro uno dei tanti ingorghi dei forconi. a chi giova questo blocco? a chi serve? a chi crea danno? nn credo che ci sia nemmeno un parlamentare che abbia avuto anche un minimo disagio da questi blocchi, io invece devo calcolare che forse l’autista nn arriverà in tempo x la chiusura del cantiere e saranno soldi da togliere a un preventivo già risicato all’osso.
    sono anche io stanca di questa situazione, ma credo che questo mododi fare nn sia quello che mi appartiene

  9. Catine ha detto:

    I forconi scendono in piazza e la gente normale dov’è?
    Io non tollero questi movimenti e se troverò un ingorgo sulla mia strada non starò certamente chiusa in auto ad aspettare….
    Nel mio paesello stiamo cercando di creare una lista civica per le prossime amministrative per riuscire finalmente a contrastare la destra e la lega che fanno circa il 70% ad ogni tornata con un sindaco che tra incarichi vari siede da più di 40 anni in consiglio comunale. Chi pensate abbia risposto al nostro appello di gente moderata? Altra gente moderata, impegnata nel sociale, con una certa cultura e conoscenza della cosa pubblica? No di certo questi rispondono che in un momento come questo sono concentrati sul lavoro, sull’impresa ma ci voteranno di sicuro… Invece potremmo fare già una lista di persone arrabbiate stile forconi che sanno solo sbraitare, non hanno chiare le idee su cosa significhi governare un comune e come il programma ha vincoli di bilancio… Alla fine presumo rimaranno solo loro perchè noi moderati saremo una minoranza e pur essendo i promotori ci eclisseremo uno ad uno …. E il comune rimarra in mano alla stessa gente di cui alla tua lettera e se non peggio agli urlatori senza programma che quello di non pagare tasse…

    • marcoghibellino ha detto:

      carissima Catine, innanzi tutto il mio grande apprezzamento perchè state facendo qualcosa, sarà dura deludente e luuungaaaaaaaaa ma andate avanti; LO Sò CHE QUANTO TI DIRò NON TI SOLLEVERà IL MORALE MA è BENE SAPERLO, HAI APPENA ( maiuscolo non voluto ) descritto la storia italiana degli ultimi 2000 anni, non abbiamo MAI ripeto MAI fatto rivoluzioni, ” persone arrabbiate stile forconi che sanno solo sbraitare, non hanno chiare le idee ” questi nella nostra storia li trovi a iosa: con Cesare, Pompeo, Cola di Rienzo, Masaniello , Garibaldi ecc ecc, la carne da cannone sono loro . Fondamentalmente è iniziata una lunga marcia , modifichernno la costituzione , ci ritroveremo il presidenzialismo , blog censurati , frustate sulle piante dei piedi se paghi in contanti ecc ecc …il trucco è resistere .
      Ci dobbimo rendere conto che è finito il tempo dell rapidità , per riolvere i problemi dobbimo tornre a parlare di lotte che durano generazioni .
      Pregate il signore e passate le munizioni

  10. Walter Sabbatini ha detto:

    il “qualunquismo”, e certo, e ci risiamo. ben scritto, Lucia. E molte, moltissime cose del tuo ragionamento sono certamente apprezzabili e condivisibili. C’è un piccolo particolare che tralasci, a mio modesto avviso. si, la cultura, certo. la scuola, l’educazione civica. sono d’accordo. ma. si tende a dire: in questi vent’anni… in questi vent’anni – e anche più – non ha governato solo Silvio, non siamo stati sotto il giogo delle camicie verdi. o meglio: non solo. Ci sono stati D’Alema e Prodi, e ora il vergognoso Letta che – appunto in modo ormai trasparente – sta con i “cattivi”. E l’ancor più vergognoso Napolitano. Eppure, ancora una volta, tocca di assistere sgomenti, sì, ebbene si, SGOMENTI, alla chiusura ideologica di persone in buonafede che però insistono nel ripetere a oltranza gli stessi errori. Un esempio, la frase di prima, di tal “pensierini”: -Io non ho smesso di sperare, anche se la mia speranza, per forza di cose, ora è incarnata dal volonteroso ma politicamente assai limitato Matteino da Firenze. O, in alternativa, dal più scafato Nichi, sempre che la smetta di fare telefonate in ginocchio al padrone del vapore. – Ecco, il partito democratico è a mio parere strumentale all’asservimento ideologico di persone che davanti a qualsiasi evidenza dei fatti continueranno a pensare come hanno sempre pensato. Ora va bene Renzi, colui che da giovane in Comunione e Liberazione stava a braccetto con De Mita. O va comunque e sempre bene (S)Vendola, apparentato con “elementi” poco chiari della sua Regione, ma va bene perché è rosso, o perché parla con linguaggio forbito. Siete e siamo stati abituati a pensare per categorie fumose e teoriche, ma non a verificare NELLA PRATICA cosa davvero accade. L’ultimo esempio devastante è di ieri, il voto di tanti “democratici” riguardante il gioco d’azzardo. Andate a verificare chi vota contro davvero, al di là delle stinte retoriche da bar, cercate di superare le barriere mentali che ognuno di noi si crea e capirete perché non c’è da “sperare” un bel niente, c’è solo da aprire occhi e orecchie. Sì, sono e siamo stufi. Siamo stufi per tutte le cose che tu elenchi, e per tutte le retoriche e le debolezze psicologiche di un popolo italiano che non è mai nato perché nessuno hai mai avuto davvero convenienza che nascesse.

  11. marcoghibellino ha detto:

    caro Walter e allora? perchè mica ho capito a te Renzi non va bene o si o no? te che pesce sei? perchè di renziani striscianti personalmente ne ho piene le palle , oddio, non striscianti non esistono , ma va bhè…

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