una storia

è successo così, mentre andavi al lavoro, hai deciso di uscire dalla strada principale per seguire un viottolo sterrato, che entrava in un bosco fitto prima di arrivare al fiume ingrossato dalle piogge di questi giorni.

“al diavolo”. devi aver pensato.

hai guidato con calma in mezzo agli alberi ancora pelati da un inverno duro a morire.

sulla macchina il rumore scrosciante della pioggia, sotto le ruote il pantano.

ad un certo punto hai parcheggiato.

sei uscito, un ombrello improbabile, viola, come un anemone in mezzo a un film in bianco e nero, forse di tua madre, forse di tua sorella, quello c’era, e quello hai preso.

hai fatto due passi sotto la pioggia, fino a incontrare una piccola radura.

nel mezzo della quale, con l’ombrello poggiato su una spalla, hai aperto un libro e hai iniziato a leggere.

e in quel momento sono passata io, io che non so chi tu sia, solitario lettore sotto la pioggia, io che andavo al lavoro senza convinzione, io che guardavo il mondo fuori dalla macchina cercando di capire e di vedere che cosa ci fosse, oltre quella scatola di latta che mi rinchiudeva e mi portava in un posto senza desiderio.

e ho sorriso al tuo momento di libertà. ho invidiato la tua lettura solitaria, ho immaginato una storia da farti leggere, fatta di campi gonfi di primavera, solcati da grandi condottieri coraggiosi, attraversati ora da bestie fantastiche, ora da stelle cadenti.

il tuo libro aperto ha portato vento anche nei miei capelli e nei miei pensieri.

avrei avuto voglia di fermarmi e chiederti di leggere a voce alta per me, ma era tardi, dovevo andare.

ma durante il giorno, a ogni soffio di vento, ho immaginato una pagina che lentamente si girava sotto la pioggia in riva al fiume.

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3 risposte a una storia

  1. AD Blues ha detto:

    Se lo hai incontrato davvero un tizio del genere vuol proprio dire che la realtà supera di mille lunghezze ogni più sfrenata fantasia!

    —Alex

  2. lemminkajnen ha detto:

    ” ma durante il giorno, a ogni soffio di vento, ho immaginato una pagina che lentamente si girava sotto la pioggia in riva al fiume.”

    Bellissima tutta la storia, ma il finale, volutamente lirico e letterario, è meraviglioso.

    Lucia, lo dico seriamente, hai mai pensato di scrivere un libro di racconti?
    Magari, come questo, aneddoti personal ma vestiti della tua sensibilità e adornati della giusta fantasia?

    Gianni

  3. tittisissa ha detto:

    Post bellissimo, cara Lucettina! Mi sembrava di essere lì in piedi con te, sotto la pioggia, ad osservare quel silenzioso lettore col suo improbabile ombrello viola :)

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