de gregori

ho iniziato e cancellato questo post almeno cinque volte, e anche adesso che resisto a premere la freccia nella direzione contraria a quella della scrittura non so se riesco ad arrivare a dire quel che vorrei.

ma anche questo può essere un incipit, se uno proprio  è alle basse.

difficile cominciare a parlare di un concerto che da tanto tempo aspettavo e che mi è rimasto negli occhi e nel cuore.

ecco  che ricomincio a cancellare e a riscrivere, maledetta penelope qwerty…

insomma, il concerto.

cosa mi è piaciuto del concerto.

quello che mi piace sempre di ogni concerto di francesco de gregori, che mi rapisce, mi ruba perfino alla musica e alle parole, che mi incanto a guardare, a seguire come una bimba con un palloncino, sono le sue mani giganti.

bianche, quasi da prete, che volano dalla coscia all’aria e di nuovo alla coscia, come due uccelli marini, che tengono il tempo e lo battono, lo alzano e lo levano, lo girano e lo accelerano.

le mani sulla chitarra, le mani intorno all’armonica, le mani sul pianoforte, le mani che spuntano dalle maniche nere dell’abito troppo grande per essere vero, le mani che salutano frettolose.

de gregori è una cicogna dalle gambe sottili che ogni tanto ne alza una per desiderare di volare via, un  babbo altissimo e sottile che suona a metà fra il fiero e l’imbarazzato, a volte pare quasi desiderare che il concerto finisca prima possibile, che forse, se accelera le pause, i respiri e le canzoni può davvero girare le spalle ossute e andarsene senza una  parola il più lontano possibile.

mi sono goduta ogni nota, ho riascoltato i miei giorni tristi e quelli felici, ho rivisto il bus e la bici di lussemburgo, quando de gregori era nelle cuffie, mescolato a tenco e a jannacci e guardavo fuori piovere e mi chiedevo che diavolo mi era venuto in mente di scappare lassù, a raccattare i pezzi, a cercare di rincollare quella che ero.

ho rivisto gli anni felici di pisa, che tengo saldi in tasca e che mi fanno compagnia ogni volta che voglio.

ho rivisto me ragazzina registrare cassette alla bell’e meglio, per poter riascoltare all’infinito  le canzoni amate.

de gregori è il mio clint eastwood, quello che ha una faccia col cappello e una faccia senza, quello di poche parole, lo zitto, che per parlare canta.

e alla fine chiudo questo  posticino come l’ho iniziato, perchè volevo scrivere un sacco di cose speciali, ma devo andare, così magari, penso, lo scrivo con calma qualcosa di meglio.

 

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4 risposte a de gregori

  1. tittisissa ha detto:

    Ma tu le hai scritte, le cose speciali! E secondo me questo tuo post al concerto dovrebbe leggerlo anche lui, De Gregori, che nessuno ha mai descritto meglio di così. Si, certo, la sua musica…
    Ma lui nessuno mai. È una cicogna, un Clint Eastwood col cappello, perchè ha proprio il viso adatto. Forte e schivo. Lo amo anche io!

  2. donna allo specchio ha detto:

    La tua scrittura è come le sue note: evocatrice, suggestiva!! mi sembra di rivivere il suo concerto nel lontano 2010, all’Arena di Verona per i 40 anni del biondino, con il mitico Dalla.

  3. Andrea B. ha detto:

    Hai ragione su tutto, Lucia: le mani, quell’imbarazzo misto all’orgoglio di aver scritto “la gioielleria”..
    Sono davvero soddisfatto..

  4. Guisito ha detto:

    Non c’è che dire: scrivi da dio!

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