fabio e lucettina 5: il piede fantasma

immaginate tre bambini.

anche se io e il cugifà ci si sentiva graaandi ormai.

quanti anni avremmo avuto? il cugifà era alle medie e io quindi dovevo essere al massimo in quinta elementare, forse in quarta.

e avevamo anche un terzo eroe.

il mifratello.

il mifratello ha quattro anni meno di me, quindi sarà stato anche lui sui cinque-sei anni.

era meraviglioso, il mifratello.

il campione del mondo di rutto libero, l’indiscusso re di pallastrada, due stinchi di merlo avvitati su due chiappine da bimbetto da prendere a morsotti.

boccoli d’ inverno, crapa pelata d’estate.

bocca sporca di nutella.

non avesse avuto la passione dei calci negli stinchi (alla sua sorellona, quella merda!) sarebbe stato perfetto.

io, il cugifà e il mifratello eravamo in vacanza insieme. capitava a volte, per esempio uno o due anni prima eravamo stati in dolomiti (NO! non lo racconto di cortina, te lo scordi fabio!) e quest’anno eravamo in franScia, nella baita di montagna della mia infanzia, a casa di Eve, l’amica del cuore del mammuth.

la baita in questione è una vecchia casa di pietra, legno e lamiera. bellissima. soprattutto se sei un bambino.

il mifratello, che era nel suo periodo incendiario, veniva sorvegliato a vista e in poco tempo tutti gli accendini e i fiammiferi sparirono dalla circolazione. per esempio.

in soffitta (che noi chiamavamo “il granaio” per via della traduzione sbrigativa di “grenier”)  c’era un tavolo da ping pong, nell’ orto c’erano fragole e lamponi, nel corbello vicino alla stufa c’erano topolini (di carta, nel senso del fumetto) che io e il mifratello divoravamo.

una vacanza perfetta.

una vacanza perfetta che aveva anche un’altra caratteristica.

un letto perfetto.

il nostro letto era perfettissimo.

io, il cugifà e il mifratello dormivamo “nella stanza delle alcove”.

a la fuve c’è una stanza, dove i letti sono incavati nel muro. si chiudono come degli armadi e è bellissimo dormirci dentro.

specialmente se sei col tucugino e il tufratello.

accanto alla nostra stanza dormivano la ziarora e lo ziomeo.

il mifratello e il cugifà dividevano un’ alcova e io avevo l’altra per conto mio.

era stata una mia specifica richiesta perchè da piccina ero parecchio rompipalle, specialmente col mifratello che non lo volevo mai fra i piedi.

ma quando mi trovai da sola e li sentii sghignazzare e tenersi la bocca stretta stretta per non farsi sentire ci misi tre secondi per scappare dal mio rifugio solitario e infilarmi nel letto armadio del cugifà e del mifratello.

in tre, anche se bamboretti, la cosa era parecchio incasinata ma trovammo una sistemazione alla bell’e meglio.

scoprii presto che quello che faceva sbudellare dal ridere il cugifà e il mifratello era il russare degli zii.

accostavano l’orecchio al muro, sentivano il roooooooooonf fiuuuuuuuuuu e giù a ridere a crepapelle.

ci venne perfino l’idea di fregare un bicchiere dalla cucina per sentirli meglio.

a un certo punto, presi dalla ridarella, dai piccoli dispetti, dal solletico che ci si faceva per farci ridere e poi dire “stttttttt! che ci sentono!” io vidi dei piedi in fondo al letto.

dei piedi scoperti.

due fette. belle lunghe.

“di chi sono quei piedi lì?”

mii no, disse il cugifà

mii no, disse il mi’fratello.

“ma siete sicuri?”

e mi allungai per toccarli.

ah, sono i miei!

e giù a ridere!

a un certo punto, noi eravamo talmente presi dal ridere che non ci si accorse che un’ombra furtiva stava entrando nella stanza.

si avvicinò. senza fare rumore.

e quando fu a un centimetro dalle nostre orecchie gridò:

“AVETE FINITO DI ROMPERE I COGLIONI? DORMITE!”

noi presi alla sprovvista lanciammo un urlo di terrore svegliando tutto il resto della casa.

e quando ci si accorse che era solo il babbuth si continuò a ridere, a ridere a ridere per tutta la notte.

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7 risposte a fabio e lucettina 5: il piede fantasma

  1. Mana ha detto:

    Buongiorno Luci! Gli attacchi di ridarella sono una delle cose per cui vale davvero la pena vivere. Poi che ne so, sarà quel quid che hanno i cugini, ma anche io con i miei mi rotolavo dal ridere fino a farmela addosso (una volta mi scappò davvero!)

  2. Felipe ha detto:

    Ah, spensierata gioventù. Ricordi di un tempo che fu… Scommetto che ora ti mancano sia il tufratello (che non lo volevi mai frai piedi, come sostieni) che il cugifà.

  3. lucia ha detto:

    buongiorno mana!!! sì, confermo, lo sbudellamento ridaiolo è fondamentale per una vita degna di chiamarsi tale!
    felipe: certo che mi mancano, sennò perchè ne scriverei?

  4. Angelo ha detto:

    Fantastico…m’hai fatto venire la ridarella…

    P.S.
    Ma non si scriveva granajo?

  5. Simona ha detto:

    bellissimo! mi hai messa di buonumore..e s, è vero che le ridarelle sono la cosa più meravigliosa e divertente.. :)
    baci!!

  6. Fabio ha detto:

    e meno male che scrivi così pure io sento meno la mancaza!! Il tufratello, che ho visto domenica, dice che è disposto a rischiare gli altri racconti che seguono alla vacanza suddetta e che non si arrabbierà per cose di così tanto tempo fa, quindi se vuoi puoi parlare anche della piscina termale: mi sembra il degno continuo di questa splendita vacanza
    baci

  7. nico ha detto:

    :) … mi ha fatto ridere!

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