Frankenstein

le parole sono importanti.

Specialmente se di mestiere uno fa il giornalista.

E una parola messa lì, così, quasi facendo finta che sia capitata lì per caso, secondo me ha invece molto, moltissimo da dire.

Frankenstein.

La metafora che da quando esiste la Creatura di Mary Shelley viene utilizzata per stigmatizzare ogni cosa puzzi di “hybris” (si vede che insegno al classico eh? Allo scientifico non me lo avevano spiegato, ma al classico va tantissimo, un po’ come un vestitino nero in valigia) e di sfida agli dei, destinata alla catastrofe proprio a causa della superbia umana, del signora mia dove andremo a finire e dell’eterno stucchevole dibattito su cosa sia naturale e cosa non lo sia.

Contesto: l’articolo racconta di un chirurgo, specializzato nel cambio di sesso (ecco il problema originale) che si pone, come nuova frontiera, la possibilità di far partorire donne che un tempo erano uomini e che hanno cambiato sesso.

Frankenstein.

Secondo il giornalista.

Non si capisce se riferito al chirurgo o alla donna che un tempo era un uomo, e non so se voglio davvero sapere la risposta.

Quello che mi fa davvero gelare il sangue è che si tratti di uno dei migliori giornalisti italiani che abbiamo sulla piazza, colto, intelligente, furbo e brillante (vi ricordo che nacque con Bettino, prosperò con Silvio e adesso fa maratone da uomo libero).

Se lui è uno dei migliori, mi piacerebbe capire cosa scrivono i peggiori, o i pessimi, o i leggermente inferiori, o, insomma, tutti gli altri.

Frankenstein.

A ribadire (come infatti commentano pavlovianamente i suoi numerosissimi lettori, me compresa) quanto la cosa sia “contro natura”.

Se c’è una cosa che attrae particolarmente il maschio italiano medio è la natura quando c’è da parlare di riproduzione.

è incredibile.

Non quando, che so, c’è da capire come sistemare un paese in pieno dissesto idrogeologico, o regolamentare città che stanno crescendo su versanti vulcanici, campi flegrei, torrenti costantemente a rischio di inondazione o ghiacciai che ci stanno lasciando all’asciutto.

No.

Le donne, gli uteri, i nascituri.

Quello li manda proprio nei matti.

Lì non c’è verso.

La Natura ha previsto delle cose.

La Natura deve essere rispettata.

La Natura non deve essere contraddetta.

Altrimenti la prospettiva è il mostro, la prospettiva è Frankenstein.

La Natura ha previsto, per me, un utero buono a nulla, del quale mi sono felicemente liberata più di un anno fa, con soddisfazione e pure un po’ di sano senso di libertà. Un ciclo dolorosissimo e invalidante, gravidanze impossibili, mal di schiena e mal di pancia senza alcun senso.

L’ho tolto.

Ci ho pensato tanto.

Ma quando l’ho fatto sono stata meglio.

In culo alla Natura.

La Natura non credo che abbia previsto che Mentana usi la cravatta, o gli occhiali da vista, o il rasoio da barba o le luci per sembrare più giovane, eppure anche lui va contronatura, ogni mattina, mentre va in bagno in una comoda casa invece di fare la pipì fuori dalla caverna che la Natura aveva previsto per lui.

Che poi davvero non si capisce perché la Natura venga invocata quando si tratta di gente che vuole vivere la propria identità, il proprio sesso, il proprio genere e in parole povere la propria vita, e non venga invece fatto ogni volta che una coppia etero molla, che so, un figliolo in un cassonetto, perché lo sapete, vero, che lo fanno, eh? Ne eravate al corrente del fatto che essere etero e nella media non esime dal fare cose orribili, come mettere il parmigiano nella carbonara al posto del pecorino, o guardare Frankie e Grace con la febbre alta (queste sono ad esempio solo alcune delle cose orribili che faccio io, che sono sia etero che nella media)?

Per favore, lasciate stare la Hybris, la Natura, Frankenstein e Mary Shelley e tornate a occuparvi dei FATTI, no, non intendo i politici con la coca, no, intendo le cose del mondo, senza lasciarsi andare a commenti che non solo non fanno bene al giornalismo, non fanno bene neanche all’umanità.

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Una risposta a Frankenstein

  1. marcoghibellino ha detto:

    vabbhè dai Mentana è A B Normal

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