di pantofole e di evoluzione

fra le cose che quando sono malata mi danno più fastidio c’è il freddo ai piedi.

il freddo ai piedi mi innervosisce al punto da escogitare qualsiasi marchingegno. Si parte dai calzini, che aumentano in spessore e ferocia, poi ci infilo dentro l’orlo dei pantaloni del pigiama, infine, quando voglio proprio giocarmi l’armageddon, tiro fuori delle pantofole all’uranio comprate alla Lidl un secolo fa ma ancora atomiche.

tipo queste ma senza i pompon.

Con queste robe ai piedi, il pigiama e una specie di mantella beige sembro la Befana in vacanza a Courmayeur, ma almeno sento caldo.

Orrore degli orrori, anche le pantofole Lidl hanno una certa età, oltre a me, e si stavano aprendo in un punto, dando il via all’inizio della fine.

Non potevo tollerare che accadesse.

Dovevo sistemarle.

Così, fra un picco di febbre e il successivo, ho preso ago e filo.

E qui entra in gioco il protagonista del pippone di scEnze.

ah, sì, dimenticavo di avvertirvi, è un pippone di scEnze questo, la febbre porta a buoni consigli.

Vi parlavo del mio set da cucito e in particolare volevo parlarvi del mio porta aghi.

Ve lo mostro.

Vi ricorda qualcosa? La risposta è sì, dovrebbe ricordarvi uno dei millemila test covid che avrete, come me, fatto nel corso degli ultimi anni.

C’è una cosa che mi rompe, fra le altre, di tutti questi test. La plastica che devo buttare dopo averne fatto uno.

La scorsa primavera, mentre vivevo da mia madre perché sia HDC che il Piccolo erano positivi, avrò fatto cinque o sei test, a me e a lei, per cercare di capire se la stavo mettendo nei guai. E l’esito era sempre “negativo”.

Con uno dei kit quindi mi decisi almeno a trovarne un altro utilizzo e notai come il porta campione fosse perfetto come porta aghi.

Lavato e asciugato ha così assunto una nuova funzione, è pratico, robusto, ha esattamente la stessa lunghezza degli aghi, si chiude bene ed è pure carino.

La bustina “attenzione rischio biologico” adesso contiene bottoni, una treccia di fili, un metro e le forbici a cicogna, che fanno tanto esperta di cucito anche se io faccio schifo.

Ma veniamo al dunque.

Ho preso le pantofole, ho scelto un filo beige dalla bustina “attenzione rischio biologico” e un ago dal mio fantastico porta aghi.

E ho iniziato a cucire la pantofola.

Come potete vedere si tratta di un ignobile accrocco, la suola è in gomma e la pantofola in tessuto, ma per stare in casa e fare la Befana va benissimo ed ero molto soddisfatta della mia trovata.

Molto presto ho però incontrato un problema: forare la gomma con l’ago era tutto fuorché semplice, la gomma era dura e l’ago appuntito da entrambe le parti e non avevo un ditale a disposizione.

Mi facevano malissimo le dita, il tutto aggravato dalla febbre che stava ricominciando a salire.

Come fare?

D’un tratto l’illuminazione.

Ho guardato il mio fantastico porta aghi robusto e plasticoso.

Sul fondo aveva una leggera rientranza, che serviva per farlo stare in piedi quando faceva il suo lavoro originario.

La rientranza era perfetta per spingere l’ago al posto del mio dito.

E mentre finivo il lavoro con grande soddisfazione, ho pensato ganzo, un creazionista avrebbe pensato che il mio porta aghi sia stato creato così apposta per spingere gli aghi troppo duri durante il cucito, invece non sa che è un coso riciclato da un test anticovid…

Così è la vita, e così va l’evoluzione.

Tutto quello che ci pare perfettamente adattato a svolgere una funzione e in effetti lo è, non è stato previsto da un orologiaio intelligente, a meno che non si voglia pensare che i cinesi che hanno inventato questo kit covid non si siano posti il problema di lucettina che fatica a buttare via le cose, della bronchite arrivata un anno dopo, delle pantofole della Lidl che si stavano rompendo, e abbiano pensato di fare il fondo concavo per permettere a me di ripararle con il loro portacampioni.

Pensate alla pubblicità… “Con questo test covid, una volta negativo, potrete poi ottenere un fantastico porta aghi con incorporata la funzione spingi ago nella gomma!”

Ma non è così. Nessun cinese ha mai inserito nel test anticovid la funzionalità “porta aghi” intenzionalmente e men che meno la funzionalità “spingi ago” come terza funzione.

Tutto quello che aveva a che fare col cucito non era neanche stato lontanamente previsto dai cinesi, eppure non solo è accaduto, ma se un giorno, per caso, la memoria che il covid c’è stato dovesse essere cancellata e qualcuno ritrovasse il mio porta aghi penserebbe a una trovata perfettamente adatta allo scopo.

Quante volte avete sentito dire “e ammirate, come la struttura XXX si sia perfettamente evoluta al fine di permettere all’animale YYYY di svolgere la funzione ZZZZ..”

Quando lo sentite diffidate.

In moltissimi casi in natura si osserva che la struttura che svolge una funzione non aveva nulla a che vedere con quella funzione originariamente, ma la struttura e la funzione erano state associate da una funzionalità insperata, imprevista ma assai vantaggiosa, per esempio delle piume che tengono caldo con pochi cambiamenti possono diventare penne che aiutano il volo, un osso del polso che cresciuto troppo diventa un pollice utile per mangiare bambù nei panda (<3) o dei piedi mutati che non si arrampicano più tanto bene sugli alberi aiutano a camminare eretti, permettendo involontariamente al cervello di ingrandirsi, quisquilie senza importanza che invece sono una pietra di volta del cambio di passo evolutivo.

Così è la vita, per quanto ci piacerebbe pensare che qualcuno o qualcosa (credere che sia stato il buon dio o l’evoluzione è la stessa cosa, scientificamente insensata, cambia solo nome all’entità intelligente, ma non lo sono né il primo né tantomeno la seconda) abbia inventato qualcosa al solo scopo di farla usare a noi in un certo modo è altamente gratificante, ma errato. È consolante, gratificante, gentile, ma sbagliato.

Si chiama exaptation, o “preadattamento”, ce lo ha insegnato Stephen Jay Gould, e io dedico questo piccolo divertimento alla sua grande memoria, per dirgli grazie di tutte le porte e le finestre che ha aperto nel mio cervello e, spero tanto, in quello dei miei studenti.

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3 risposte a di pantofole e di evoluzione

  1. bimamma ha detto:

    Grazie del pippone scEntifico, mi piacciono tanto e ne vorrei di più. Sei quel tipo di insegnante che mi ridà fiducia nella nostra scuola disastrata. Non credo sia un caso che i migliori, come te, spesso non abbiano avuto l’ insegnamento come primo obiettivo e ci siano arrivati dopo diverse esperienze, un modo di essere che poi si traduce in un modo di insegnare.

  2. pensierini ha detto:

    Ma certo. Era Lamarck, se non ricordo male, che credeva che l’organo venisse modificato dalla funzione, il che è ridicolo ai nostri occhi. A proposito di scatolette per aghi e di riciclaggio, io per aghi e spilli , rispettivamente, ho adibito due porta pellicole fotografiche, con i tappi bucherellati per evitare l’accumulo di umidità e il conseguente arrugginirsi degli aghi/spilli. :-)

  3. Laperfezionestanca ha detto:

    Meraviglia! Il pippone! Ne esco ogni volta migliore. Grazie.

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