Un giro di mura (o due)

Da un po’ più di un anno giro sulle mura come una indemoniata.

A piedi, a corsa, in bici, da sola, in compagnia.

Ne conosco le foglie, i muri, gli alberi, le stagioni.

In più, un anno fa, correndo, ho perso un mazzo di chiavi e da allora provo a ritrovarle, guardando in basso a ogni passo.

Lo so che non le troverò più ormai, ma è un piccolo rito, mi fa stare concentrata e mi diverte.

Ieri ho percorso due volte l’arborato cerchio facendo anche i baluardi, in modo da fare il numero di chilometri che mi ero ripromessa di fare.

E devo dire di aver notato una cosa, della quale avevo già il sospetto.

Le mura sono sporche.

Molto più che in passato.

Cartacce, bottiglie, pacchetti di patatine, cacche canine e non solo.

Ho cercato di capirci un po’ e per prima cosa ho dato la colpa al mio bias cognitivo: forse prima non ci facevo caso, ma adesso che c’è un’amministrazione di un altro colore politico lo noto di più perché voglio notarlo.

Cosa plausibile, ma che non spiega l’entità del fenomeno.

Soprattutto anche con l’amministrazione precedente ero una grande scassaminkie, anzi, forse ancora di più perché mi rodeva quando vedevo qualcosa che non andava, così segnalavo a sistema ambiente, vigili, assessori, funzionari. Mi ero venuta sulle scatole da sola.

Quindi no, non credo di notare di più la sporcizia per quello.

Noto di più la sporcizia perché proprio ce n’è di più.

E mi chiedo come mai.

Certo, l’inciviltà della gente. Va in percentuale, c’è più gente, quindi ok.

Ma a parte l’imbecillissima ordinanza, che fa “divieto a chiunque..” non vedo alcun tipo di controllo, non un controllo di tipo poliziesco, intendo un controllo di civiltà, un vigile che fermi i ragazzini che stanno sfondando i giochi pubblici DAVANTI ALLA STAZIONE DEI VIGILI, o che spieghi ai tedeschi che no, i figlioli sul ciglio delle mura non è il caso, o al proprietario del fuoristrada giallo grande come un catafalco che avere un fuoristrada non vuol dire poter parcheggiare dove preferisce.

Insomma, vedo una sorta di laissez faire che non mi piace, che abdica al ruolo anche educativo delle istituzioni, che chiude un occhio o tutti e due in nome del consenso o del denaro o di entrambe le cose.

Lo so, sono altri (eccome…) i problemi al mondo, ma quando si corre ci si fissa sulle cose e al duecentesimo pacchetto di patatine in terra, al decimo risciò che mi ha quasi preso e al quinto figliolo sul ciglio delle mura ho pensato che lo avrei scritto.

E poi mancavano due chilometri, a qualcosa dovevo pensa’.

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2 risposte a Un giro di mura (o due)

  1. pensierini ha detto:

    Salvo accanirsi sui cosiddetti ‘extracomunitari’

  2. marcoghibellino ha detto:

    ” che chiude un occhio o tutti e due in nome del consenso o del denaro o di entrambe le cose.”

    forse è così , ma io penso , come , ahimè presto vedremo in campo nazionale , che sia anche semplice incapacità di governare . Le destre hanno vinto , oltre che grazie all’inesistenza della sinistra, urlando facili slogan fascistoidi Contro, gli immigrati il reddito di cittadinanza ecc ecc ma che spesso prorio non sono in grado non hanno l’esperienza per governare nemmeno le realtà locali.

    Dopo gli slogan elettorali prevedo che lo sforzo sarà puntato sull’abolire ; ma d’altro canto che dire agli italiani …

    Hoc voluerunt

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