Sul tetto del Jura

Dove adesso c’è il Jura, un tempo c’era il mare.

Un mare profondo, che guardava con una riva l’Europa e con l’altra le Alpi.

Qualcosa di così diverso e lontano dal mondo di adesso.

I calcari che spuntano fra i ciuffi dell’erba raccontano di antichissimi gusci un tempo vivi e adesso sassi, il sovrapporsi di file parallele di rocce indicano i diversi mondi nei quali si sono originati.

Le forze possenti della dinamica terrestre hanno alzato queste montagne, i fiumi le eroderanno, torneranno un giorno al mare per poi innalzarsi di nuovo, in un respiro per noi incomprensibile e inafferrabile.

Il mondo cambia senza sosta, cambiava prima di noi, cambierà dopo di noi e di noi non si curerà più di tanto.

E prendersi cura del mondo non servirà al mondo.

Ma a noi, che di questo mondo, fatto così, abbiamo bisogno per vivere.

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2 risposte a Sul tetto del Jura

  1. marcoghibellino ha detto:

    fa pensare vero? ^^
    come le ostriche e i denti di cane trovati in una “spiaggia ” pleistocenica, tra gli uliveti di Torrita di Siena (qui mescolati a reperti del metal detector )

  2. pensierini ha detto:

    Certo. La Terra è la nostra casa, prendercene cura serve a noi. Ovvio.

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