Mamme di latte, mamme di cuore, mamme di come cavolo ci pare

Come mamma di un bambino nato con la labiopalatoschisi mi capita di leggere richieste di aiuto, consiglio, scambio di idee da parte di altri genitori.

Quando è toccato a noi i consigli di chi ci era già passato sono stati fondamentali, così sono felice, quando posso, di rasserenare altre persone.

Capitano spesso mamme disperate che si chiedono come allattare al seno il proprio piccolo.

Un bambino col palato aperto infatti non sempre riesce ad attaccarsi, non che sia impossibile, diciamo che è molto difficile.

I bimbi nati così si nutrono meglio con un biberon apposta, che si possa comprimere, e con una tettarella speciale.

Esistono tante benemerite volontarie che spiegano comunque come provare, ad allattare al seno.

Io non ho avuto questo tipo di scelta. Mio figlio ha iniziato a vivere con me che aveva nove mesi e il palato ancora aperto, per cui latte in formula e biberon, e fine del chiasso.

Ci fu comunque chi, all’epoca, mi disse che potevo provare ad allattare magari prendendo qualche ormone.

Certo.

Come no.

Fortunatamente ero così felice del mio bimbo che neanche ascoltai la pazza furiosa che avevo davanti, ma ripenso a quel surreale dialogo ogni volta che leggo la richiesta di aiuto di una mamma disperata, perché ha già magari un bimbo piccolo, il secondo è nato con la lbs e lei si sente in dovere di tirarsi il latte.

Ogni due, tre ore.

Anche la notte.

Dolorosamente.

Faticosamente.

Con la paura di non farcela, di non avere abbastanza latte, di non essere una buona madre.

Ci sono voluti anni per rispiegare alle donne l’importanza dell’allattamento al seno e non sarò certo io a chiedere di tornare indietro.

Mio padre aveva una sorella di latte perché mia nonna aveva allattato un’altra bimba quando lui era piccolo.

Allattare al seno permette di proteggere maggiormente il piccolo, di avere il cibo necessario per lui ogni volta che lo si desideri, senza doversi portare dietro biberon e armamentari vari.

Ma non è un obbligo.

Allattare al seno non rende una madre una buona o una migliore madre.

Come non lo fa allattare con latte in polvere.

Se siete stanche, se è doloroso, se non riuscite a dormire la notte, provate altre strade.

Non siamo nate per soffrire.

Non siamo martiri votate al sacrificio.

I nostri bambini hanno più bisogno di mamme felici che di mamme perfette, indipendentemente da cosa perfette voglia dire

Allattate i vostri figli come preferite, come riuscite, godendo di quel momento straordinario di quando un bimbo è perfettamente a misura delle vostre braccia, siate felici, il resto verrà da sé.

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3 risposte a Mamme di latte, mamme di cuore, mamme di come cavolo ci pare

  1. Federica ha detto:

    Sono completamente d’accordo, tutta la mitologia che riguarda la gravidanza, parto naturale e parto cesareo, allattamento al seno o artificiale, è condotta in maniera da colpevolizzare le madri, come d’altra parte tutto quello che riguarda le donne. E purtroppo attecchisce facilmente, perché si tratta di un momento dove la natura stessa ci rende più sensibili, più recettive. (la gazzella che per proteggere i propri cuccioli affina il proprio olfatto per approvigionarsi di cibo più rapidamente o per evitare le minacce).
    Sono d’accordo non esistono canoni di buona o cattiva madre, hai espresso benissimo il concetto.
    Poi che da parte dei medici si debba cercare di perseguire le pratiche che hanno i migliori effetti per la madre e il nascituro, questo è giusto, ma non a spese della tenuta psicologica delle madri.
    Aggiungo che mi permetto queste considerazioni da mamma di parto naturale e allattatrice di lungo corso, ma che ha visto madri bravissime sentirsi inadeguate.

  2. pensierini ha detto:

    Lucia, da mamma di parto naturale e allattatrice di lungo corso, posso aggiungere che *tutte* le madri si sentono inadeguate, prima o poi, o sia prima che poi. Tutte. Bisognerebbe leggere Bollea, Le madri non sbagliano mai. o Bernardi, Il nuovo bambino, per tranquillizzarsi un po’.

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