Per Sergio, per esempio

(cit.)

Sergio era un mio amico.

Era anche un compagno, di quelli seri, di quelli che aspetti il suo intervento in direzione federale prima di fare il tuo.

Ma era un amico.

Quando nel 2001 venni a vivere a Lucca col grande amore e una minuscola casa venne con del legno, un trapano, una valigia piena di chiodi, viti e moccoli e ci costruì una zona lavoro con libreria e tavolo nel vano di una porta murata.

Non lo aveva fatto mio padre, non lo aveva fatto il suo, lo fece lui, per noi, perché ci sapeva un po’ rincoglioniti.

Sergio era ateo schiavìto (lucchesismo) ma sapeva incarnare perfettamente il moto evangelico mon sappia la tua sinistra…

Sergio dava una mano, senza mai chiedere nulla in cambio, per un solo motivo: perché riteneva giusto farlo.

Non ho mai letto un retropensiero nel suo sguardo, non l’ho mai visto chiedere qualcosa per sé, l’ho sempre visto invece aiutare senza apparire, fare senza dire, esserci senza pesare.

Sempre.

Abbiamo raccolto i nostri pensieri su di lui, noi, i ragazzi e le ragazze che ha fatto crescere e diventare donne e uomini appassionati di politica.

Qualcosa da lui abbiamo imparato.

Molto, moltissimo, resta ancora da imparare.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...