Di foglie e di gente

Girare sulle mura, d’autunno, racconta gli alberi che ci sono, con la differenza che invece di guardare in aria si guarda per terra.

E c’è un pezzo, che mi piace tanto, che costeggia l’orto botanico e che ha alberi diversi a sinistra e a destra. Andando da San Colombano verso porta Elisa a sinistra ci sono i tigli, a destra i lecci.

I lecci sono seri, impassibili, eterni, cupi. Forse non è un caso che sia l’albero usato per i caduti della prima guerra mondiale.

Sotto ai lecci non cresce nulla, troppo scura l’ombra, troppo costanti le foglie.

Di fronte ai lecci i tigli.

Volubili e incostanti, mutevoli, generosi.

D’inverno spogli, lasciano passare la poca luce che c’è.

A primavera il loro rinverdire arriva quasi tutto insieme: all’inizio sembra non partano mai, poi un giorno ci vai ed ecco le nuove foglie brillare sfrontate.

Poi il profumo dei loro fiori segna l’arrivo dell’estate.

D’autunno le foglie gialle invadono la strada, il marciapiede, e finiscono perfino sotto ai lecci, che, imbarazzati da tanta impudicizia, fingono di non sapere, non guardare, non vedere, il tiglio di fronte spogliarsi con eleganza.

Ma i tigli non si curano dell’alterigia del vicino di mura, loro piovono e piovono e piovono coriandoli di vita vissuta, rallegrano la terra scura, e sorridono, davanti al bigotto imbarazzo dei lecci.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Di foglie e di gente

  1. marcoghibellino ha detto:

  2. marcoghibellino ha detto:

    xxx

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...