Coming out

Non resisto più.

Signore e signori, io, Ve lo devo dì, corro.

Corro, corro ogni volta che posso.

E mi piace un sacco.

Sono ormai quasi quattro mesi.

Non volevo dirlo, perché avevo paura di smettere.

Ma non sto smettendo, non voglio smettere.

Ho iniziato vergognandomi come una ladra. Su strade di campagna, sperando nella benevolenza dei vicini, che mi guardavano passare ogni giorno e pensavano ora tanto smette, ma erano gentili e non me lo dicevano.

È successo che da maggio scorso mi ero messa a camminare.

E camminare è bellissimo.

Però, un giorno, in cima alla Maulina, mi sono chiesta cosa poteva succedermi se avessi provato a correre.

Così ho provato, sicura che nessuno mi avrebbe visto.

E in pochi, pochissimi metri, ho capito che

1) era ganzo

2) mi ci volevano delle scarpe (e questo, come potete capire, è stato un ENORME incentivo)

3) mi ci voleva un reggiseno bono.

Così mi sono procurata tutto, e mi sono procurata anche le cuffie per la musica e una app sul cellulare che diceva ora cammina, ora corri, ora riposa…e così via. E io ubbidivo, e ubbidendo ho iniziato.

Il primo giorno credo 8 minuti in tutto, intervallati da lunghi recuperi.

Nel primo mese sono arrivata a dieci, poi quindici, poi venti, adesso trenta, adesso giro sulle mura come una lucchese qualsiasi, io, che non avevo mai, mai, mai una volta fatto un giro di mura di corsa nella vita.

E la cosa bella è che mi diverto.

Mi diverto quando mi sorpassano le persone che CHIACCHIERANO, mi diverto quando mi sorpassa l’omino col riporto, mi diverto quando vedo da lontano i miei alunni e fingo NOSCIALANS mentre mi salutano.

Mi diverto a vedere se per fare lo stesso giro ci metto di più o di meno della volta prima, mi diverto a vedere che ci riesco, ogni volta, anche le volte che ho pensato “vado, ma non ce la farò mai”.

È un atto d’amore per me stessa, una coccola che mi faccio.

E le mura cambiano, sotto i miei piedi, come la palla di un giocoliere.

Cambiano i colori, l’aria diventa fredda, brillante, luminosa.

Cambiano gli odori, cambia il vento.

E io corro, e mi viene da ridere anche solo a pensarci.

Però è bello fare una cosa che mai e poi mai avresti pensato di poter fare.

È come conoscere una cosa bella di te che non conoscevi.

E fa bene al cuore.

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Una risposta a Coming out

  1. AD Blues ha detto:

    In effetti poi diventa un po’ come un droga.
    Concordo sugli effetti benefici (meno che sulle ginocchia e sulla schiena) ma il problema inizia, almeno per me, con il cambio dell’ora e l’accorciarsi delle giornate; io non riesco proprio ad andare a correre (nel mio caso più realisticamente, camminare) con il buio 😔

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