Ottobre

Ottobre è una piccola primavera malinconica.

Il prato è ritornato verde dopo la fatica dell’agosto, il poggio davanti casa di Marilena è ricoperto di piccolissimi fiori gialli, gli alberi si preparano a spogliarsi con stile invidiabile.

Il sole ancora scalda, le zone in ombra raccontano già l’inverno ma quello che è al sole si gode il tepore e la luce.

Si cammina in salita, verso vigneti e oliveti, verso chiese antiche e consuete, cimiteri e ricordi di famiglia.

Si godono le giornate con la consapevolezza che non torneranno per qualche mese, e per questo si strizzano senza sprecarne neanche una goccia.

Si sposta la sedia in giardino fino a trovare il punto perfetto, continuando a dichiarare con gli amici.

Si guarda fiorire il mondo autunnale, quello che consola quando tutto pare dormire.

Il nespolo.

L’osmanto.

La cicoria resistente.

I platani lontani si accendono di napoleonica fierezza, i liquidambar si fanno eleganti e sontuosi.

Amo ottobre.

Perché mi prende per mano e mi sussurra che l’inverno non può durare per sempre.

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