Alla ricerca di un equilibrio

Vivo in centro storico da tanti anni.

Ci sono nata, anche se i miei genitori venivano da Lucca fora e a Lucca fora sono tornati.

Non credo lo farò ancora a lungo.

Non appena casa di nonna ida sarà pronta (chissà quando) lasceremo l’arancio e cercheremo i prati.

Perché da quando c’è il piccolo tutto è diverso.

E vivere in un’isola pedonale in Italia è, pare, impresa impossibile per le famiglie normali.

È semplice, e bello, quando si è da soli, non ci sono bimbi addormentati in macchina e il primo posto macchina è a dieci minuti a piedi di distanza, non ci sono carrozzine da portare, spese voluminose, valigie ingrandite dai bisogni di un piccino.

E quindi forse, le isole pedonali, in Italia, sono destinate, inesorabilmente, a vuotarsi di famiglie, per lasciare il posto a bed and breakfast, liberi professionisti, single, turisti della domenica o di Hannover.

Perché non esistono, in Italia, politiche che ti invoglino a restare, navette notturne, (ai puristi che in centro storico le navette non vanno bene metto queste bellissime foto, del mio trammino giallo davanti al teatro dell’opera di Semper, a Dresda, la Firenze dell’Elba, trammino che permette di andare all’opera e tornare a casa senza macchina a chiunque).

Perché le metto?

Perché mi pare che nella mia città, come un po’ in tutta Italia, ci sia da tempo un’idea malata di bellezza.

È bello tutto ciò che è vuoto, è bello tutto ciò che è senza.

Non sono d’accordo.

La città non esiste senza le persone.

E le persone sono portatrici di bisogni e di opportunità.

Che non per forza passano dall’avere la macchina sotto casa.

Anzi.

Passano però dalla libertà di muoversi in autonomia indipendentemente dal possesso di un’auto, dall’avere una o più disabilità, dall’avere 12, 20, 50 o 90 anni.

L’accoglienza che una città offre ai propri abitanti, la cosa più bella che una città può fare per loro, è farli sentire a casa.

Farli sentire tranquilli di poter andare e venire.

Forse è per questo, che casa mia è, ancora, una lontana città in Sassonia.

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4 risposte a Alla ricerca di un equilibrio

  1. marcoghibellino ha detto:

    ti capisco, ma concordo solo in parte ; il problema sono le piccole città medioevali e, come Lucca Arezzo Siena Assisi etc ce ne sono tante in Italia ; la zona pedonale e la mancanza di parcheggi ( che poi se si ventila l’idea di parcheggi sotterranei apriti cielo) è solo uno dei problemi , un altro è la scomparsa dei piccoli negozi , grande problema visto che raramente nei centri storici trovi i super market e questo problema colpisce sopratutto gli anziani. Macellerie fruttivendoli forni ..spariti; come mi ha detto un conoscente di 80 anni che vive nel centro di Arezzo ” menomale che ha aperto un alimentari di pachistani “

  2. marcoghibellino ha detto:

    OT ma questa notizia mi ha colpito ( e fatto incazzare )

    della serie lamentarsi sempre fare mai!
    https://www.ilmattino.it/pelo_e_contropelo/istrice_morto_strada_roma_nessuno_puo_toglierlo_cittadina_si_scontra_muro_burocrazia-6267873.html

    a me è capitato svariate volte, ho infilato guanti da lavoro , preso la carcassa , messa in un saco della monnezza ( se istrice , ^^ recuperato aculei per fare galleggianti da pesca ) e smaltita nel cassonnetto dell’organico .

    “Ask not what your country can do for you; ask what you can do for your country”

    degna sepoltura ma ci vai a dare via il culo!

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