Primi freddi

Coi primi freddi io inizio il mio personale periodo di letargo.

Non che il freddo non mi piaccia, anzi, mi piace e molto, purché sia vestita abbastanza.

Ma quando arriva il freddo io torno un po’ in Germania.

Con le sere corte e buie, e la coperta, e la voglia di dormire alle nove e mezzo di sera.

Con la tisana e un biscotto, con un bicchiere di vino, coi calzini giganti, con la voglia di brodo la sera.

Coi primi freddi ho bisogno di tana, e di luci basse, di sole radente, di Radebeul e le sue zucche, dei primi alberi spogli, delle rotonde palle di vischio, del tram caldo e veloce verso casa.

E pure se qui, in questa città, in questa casa, è dove mi sono fermata, dove cresce il nostro bimbo, dove tutto è a posto, io lo so che la mia casa è dove ho imparato che per amare occorre imparare a stare da soli, occorre smettere di aver paura del buio, occorre sapere aggiustare una lampada, un vaso, una maniglia.

E il posto dove io sono diventata io, la mia piccola casa lontana, la mia casa nel freddo dell’inverno, la mia tana, è una giraffa lontana da qui, una giraffa che forse non vedrò mai più, ma una giraffa che sarà sempre nel mio cuore, e dove ogni tanto, la sera, coi pensieri, torno per restare un po’ con me.

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Una risposta a Primi freddi

  1. Maria Teresa Filieri ha detto:

    Estasiata dalla giraffa!

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