Riti autunnali

L’osmanto è il primo rito dell’autunno in città.

Le castagne matte sono il secondo.

Le castagne matte cadono, generose e bellissime, nel tratto di mura che dal San Colombano va all’orto botanico.

E sono così belle, così tante e così inutili, che a camminarci sopra pare un lusso scriteriato, come calpestare l’arte, o la buona cucina.

E non riesco a scegliere quella da mettere in tasca, ognuna di loro bellissima e lucida come gli occhi di un bambino.

Così le prendo e le lascio, indecisa fra una e la successiva.

Le accarezzo, ne sento la liscia durezza, ne percorro i bernoccoli, ne guardo le sfumature.

Lucca è un grande orologio, che inizia con le magnolie di corso Garibaldi e il glicine bianco di piazza San Giovanni e fa il giro, passando per le castagne matte delle mura, i frati in piazza Grande, i comics quando fa freddo, gli alberi nudi nel mezzo dell’inverno per poi tornare alle magnolie.

Nel mezzo odori, case, strade, gente che bofonchia e gente che sorride, fontane, piazze, torri e antiche credenze pesanti come massi.

Tutto questo arriva in tasca insieme a una castagna matta, quando settembre lascia il posto a ottobre.

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3 risposte a Riti autunnali

  1. marcoghibellino ha detto:

    ieri guardavo alcune opere di Van Eyck e ho pensato a te

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