Da solo

Il piccolo sta avviandosi verso le conquiste che spettano alla sua età.

Il primo dentino caduto, un altro che dondola, l’astuccio per la scuola, il grembiule…

E il riuscire ad addormentarsi da solo leggendo un librino (o due o tre…).

Lo sento, mentre a volte si ferma sulle parole più difficili, ride, a volte, dove è divertente, si ferma e riparte.

Io mi ricordo, quanto la lettura sia stata mia amica, le sere d’estate a Farneta, quando il canto dei grilli fuori dalla finestra accompagnava l’arrivo delle stelle, sul colletto in cima all’uliveto e nel campo di Santina fuori dalla mia finestra.

Mi ricordo quanto mi ha coccolato, consolato, fatto sognare, trovare amici, imparare a dirgli addio, commuovere, gioire.

E adesso tocca a lui, prendersi la sua mezz’ora per i suoi sogni, le sue fantasie, il suo mondo già così popolato di pensieri complessi.

E io resisto dall’altra parte del muro, perché a volte, per insegnare a volare, occorre restare a terra.

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