La perfezione

I ragazzi che vogliono aumentare di qualche decimale il voto in pagella hanno con me il permesso di presentarsi volontari un giorno qualsiasi, purché si sentano pronti, purché portino un programma abbastanza ampio da giustificare l’aumento desiderato.

Ieri si è presentato un ragazzo, uno di quelli brillanti, sorridenti, interessati alla materia, magari poco incline alla disciplina, ma io non riesco a dimenticare la me stessa studente quando li rimprovero.

Fra le varie cose che aveva studiato una cosa lo aveva affascinato particolarmente: la funzione del naso nell’apparato respiratorio.

(per i maligni: no, non è stato il mio a ispirarlo, questi ragazzi mi vedono da settembre 2020 perennemente col naso coperto da una mascherina).

Quello che lo aveva colpito era, come spesso accade, l’affascinante adattamento alle funzioni svolte.

Il naso permette all’aria di riscaldarsi, filtra le particelle e impedisce che proseguano nell’albero respiratorio, produce il muco che le imprigiona…

Prof… Non sembra fatto “apposta”?

Ho sorriso.

Avevo a disposizione la domanda per alzare il voto.

Hai ragione. “Sembra” fatto apposta. Ma non lo è. E tu sai perfettamente come mai. Me lo dici?

Ci ha pensato, mi piaceva da matti vederlo sorridere mentre ci pensava.

Potevo vedere le rotelle del cervello girare in cerca della combinazione.

Poi il sorriso si è aperto.

Perché se fosse stato fatto apposta non sbaglierebbe mai, eh prof?

Il suo sorriso è diventato il mio.

Esattamente. Se lo avessero progettato esattamente per uno scopo allora assolverebbe a quello scopo con esattezza, non filtrerebbe “la maggior parte delle particelle” ma filtrerebbe “tutte” le particelle. Non lascerebbe “mai” passare roba che non c’entra nulla, non ci ammaleremmo mai.

Da lì siamo passati a parlare della funzione che si adatta a una struttura e non viceversa, agli uccelli che non hanno le ali per volare e che i pinguini ne sono la prova evidente.

Poi ho lasciato che continuasse a guadagnarsi i decimali necessari per passare dal 7 all’8, ho ascoltato il trasporto dell’ossigeno e la peristalsi del digerente, l’organizzazione dei bronchi e quella del duodeno, mi ha parlato della mucosa gastrica e dei villi intestinali.

Ma se sarò riuscita a sbarbare il finalismo evolutivo dalla sua mente e da quella dei suoi compagni, se uscirà da scuola e del programma di scienze naturali ricorderà, in mezzo a mille utilissime nozioni, che nulla, nulla, nulla di ciò che compone il corpo degli esseri viventi è fatto apposta, e nel frattempo che questo non toglie nulla alla meraviglia delle forme e degli adattamenti che variabilità e selezione riescono a mostrare, allora mi riterrò soddisfatta del mio lavoro.

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Una risposta a La perfezione

  1. pensierini ha detto:

    E sganciare un 9 o un 10? :-)

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