Zuppa e sorridente

Ho fatto il mio giretto sulle mura portandomi dietro un ombrello e buona musica.

Non corro, non so correre, io corro coi pensieri, coi desideri, con l’ansia, con la paura di arrivare in ritardo, ma mai con le gambe.

Le mie gambe sono lente.

Forse per fare media coi pensieri, che non mi danno tregua.

Mai.

Ma camminare mi piace tanto.

E mi piace avere un’ora, tutta intera, per i miei pensieri, per il teatro che ho perennemente in testa, da che ho ricordi.

Se avessi risposto così…

Facciamo finta che abbia davvero risposto così…

Domani risponderò così…

E così via, senza tregua.

I miei giri di mura sono accompagnati da mille me, tutte ganze, tutte molto intelligenti, simpatiche e dalla risposta pronta.

Ho imparato a farmi fare compagnia, dalle mille versioni della me che non sono.

Ho imparato a tenerle per mano.

Ho imparato a farmi condurre.

Sotto la pioggia, la pioggia grassa di Lucca, quella che bagna anche sotto l’ombrello e schizza da tutte le parti e inzuppa i piedi e inzuppa l’erba e rende la terra poltiglia.

Abbiamo riso tutte e mille, sotto la pioggia, sulle mura.

Ascoltando Max Raabe.

Accennando a qualche passo di mambo.

Sorridendo agli sconosciuti in senso contrario, protette dalla mascherina.

Quando sono tornata a casa un piccolo uragano mi è corso incontro.

Ma sei tutta zuppa!

La pioggia di maggio fa diventa’ belli!

Ah.

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