Fragole senza tregua

È il momento delle fragole.

Io e il piccolo siamo golosissimi.

E ogni volta che qualcuno va al supermercato ne viene ordinato un vagone.

Poi con calma, ogni dopo cena o ogni dopo pranzo, ce le mangiamo godendoci ogni morso.

E io torno alla piazza della stazione di Neustadt, dove dentro una bancarella fatta a fragola gigante, venivano vendute fragole piccole e buonissime, in quantitativi da sogno proibito, con le quali facevo marmellate e gelatine, sporcando la cucina della casa della giraffa ma profumandone l’aria in modo delizioso.

Rivedo le mie orchidee, le mie finestre, il pavimento di assi di legno calde e scricchiolanti, la luce mielata della primavera.

Avrei voglia di portarcelo, il piccolo, dalla giraffa, magari passando prima dalla stazione a cercare la fragolona, avrei voglia di girare con lui per Dresda, camminando naso in aria e cuor leggero.

Per adesso mi accontento di sognare un universo parallelo, dove a ogni morso siamo in un posto amato.

Un morso davanti la Frauenkirche, un morso allo Striezelmarkt, un morso a Moritzburg, un morso lungo le rive dell’Elbe, un morso in sauna.

È solo questione di tempo.

Torneremo a viaggiare.

Torneremo nei luoghi che amiamo.

Insieme.

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Una risposta a Fragole senza tregua

  1. marcoghibellino ha detto:

    chissà se il mio prato di fragoline selvatiche , tra i castagni ha dato frutti (1200m ) forse è presto

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