Configurazione in corso

Sia chiaro, io non solo amo la scuola, io amo la MIA scuola. Amo i ragazzi, più sciamannati di come andrebbero dipinti, amo i miei colleghi, che impazziscono dietro a cambi di direzione improvvisi, che a un passo dalla pensione imparano meet e classroom e non la fanno troppo lunga, amo i collaboratori che annoverano fra le loro mansioni anche raccattare e consolare le categorie sopracitate.

Le prime e le quinte sono tornate in presenza al 100%.

Le classi nel mezzo sono al 50% in presenza e al 50% in dad come avviene ormai da mesi.

Quindi capitano giornate dove si salta da una modalità alla successiva come stambecchi, dove si corre da un’aula all’altra e da un mondo all’altro.

Spesso abbiamo anche classi in presenza MA con qualche alunno in dad, classi in dad MA con qualche alunno in presenza.

Le cose si complicano con la faccenda delle verifiche.

Parliamoci chiaro: le verifiche in dad non sono tali.

In dad è impossibile controllare, in dad è impossibile capire.

Quindi si fanno quando non c’è altra scelta.

E quindi in presenza si accumulano le verifiche di tutte le materie.

Ok.

E allora?

Da ogni dove piovono appelli a non pensare ai voti.

Lo sanno i giornalisti che i voti finali sono materia di ricorso scolastico?

Lo sanno che ci sono famiglie che si rivolgono agli avvocati per tutelare gli interessi particolari di un sedicenne?

Che ogni documento che produciamo puó essere portato in un tribunale, che all’inizio dell’anno ho dichiarato quante e quali verifiche avrei fatto per ogni classe e quel numero e quella tipologia di verifiche devo mantenere a meno di specifiche giustificazioni?

Questo sfinisce e scoraggia.

Dover avere la consapevolezza che un giorno qualcuno puó accusarti per un sei, per un cinque, per un sette e chiederti conto della documentazione che li attesta, per aumentare una media ritenuta ingiusta, per evitare una bocciatura o uno studio estivo.

E in tutto questo stamattina ho deciso di fare una foto che racconta tante cose in una.

Il computer della classe, che deve fare l’aggiornamento, lo fa ovviamente quando lo accendi, cioè pochi minuti prima di fare collegare una ventina di figlioli.

Allora siccome sai come andrà a finire prendi il tablet, personale, portato da casa in un eccesso di zelo rivelato fondamentale.

Usi però il portatile per mettere verticale il tablet, che sennò mentre spieghi ti ci vogliono tre mani.

Intanto i ragazzi si connettono, una ha appena scoperto di essere positiva, la classe è a metà fra lo spaventato e il sollevato.

Sollevata per qualche verifica che sarà spostata o fatta in dad, spaventata perché vuol dire non uscire fino al tampone.

Intanto io cerco di tranquillizzarli, ma penso anche che con loro ho solo due ore e dovrei fare la chimica del carbonio, che il programma langue, che devo finirlo, che devo verificarlo, che devo fare il mio dovere che è ANCHE quello di insegnargli la chimica del carbonio.

L’ora passa metà e metà, la chimica del carbonio l’ho spiegata col tablet, ogni tanto ho chiesto loro se capivano, i più coraggiosi dicevano di sì, gli altri tacevano, a telecamere spente sigillate chiuse stoppinate.

Alla fine dell’ora ero sfinita come dopo una maratona.

Ma nell’italiano comune passa la notizia che la scuola in Italia sia chiusa.

La scuola è aperta, lo è sempre stata.

Andrebbe magari compresa, prima di giudicarla.

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2 risposte a Configurazione in corso

  1. AD Blues ha detto:

    Bisognerebbe anche smettere di generalizzare.
    In Italia non c’è una scuola ma un numero infinito, ciascuna con i suoi problemi, i suoi pregi, i suoi difetti.
    La scuola è fatta di mura, dirigenti, professori e studenti.

    —-Alex

  2. marcoghibellino ha detto:

    chimica del carbonio , UU esperimento da fare a casa

    fate queste combinazioni

    – 75 KNO3 / 15 C / 10 S;

    – 75 KNO3 / 12,5 C / 12,5 S.

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