cara nonna

abbiamo passato il fine settimana a casa tua,

troppo azzurro il cielo, e troppo verde il campo.

e l’altra mattina, mentre aspettavo che il piccolo addormentato si svegliasse dai suoi sogni complicati, in camera tua, dalla finestra aperta, sono entrate due rondini, come sassi lanciati dalla fionda di Dio, rapidissime, eleganti, silenziose.

sono entrate a curiosare, poi di nuovo uscite, poi rientrate, alla ricerca di un posto tranquillo per il nido.

che non è un posto da nidi, la camera di nonna, gli ho detto dolcemente.

e ho pensato di chiudere la finestra, affinché non venisse più loro in mente di riprovarci.

ma ho indugiato un po’, per vedere se sarebbero tornate e si fossero lasciate guardare.

così lo hanno fatto.

hanno volato per casa, si sono rincorse, evitando ogni impatto con muri o vetri, con precisione millimetrica.

hanno giocato in casa tua, come facevamo noi da bambini, sotto il tuo sguardo vigile e sempre un po’ in ansia perché le disgrazie arrivano quando meno te lo aspetti, quindi praticamente sempre.

e poi sono volate veloci, come, uno alla volta, anche noi abbiamo fatto.

ma io sono tornata, e mi sono portata dietro un bimbo addormentato.

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