Mini Mario Son sodo

Ha fatto tutta la strada, dall’asilo fino a casa, sporco come un maiale, felice come un gatto, cantando canzoni d’amore improvvisate lì per lì.

Gesticolando, sottolineando, ballettando.

Chiunque lo abbia incrociato non è riuscito a trattenere una risata, uno sguardo a metà fra l’incredulo e il gentile.

Il lucchese meno lucchese del mondo canta a squarciagola canzoni senza senso in piazza San Michele, in via Santa Lucia, in chiasso Barletti.

E io dietro, metà imbarazzata, metà divertita, indecisa se educarlo a una sana repressione cittadina o lasciare che scapicolli tranquillo, che starnazzi senza freno, che esploda come un mortaretto.

È come se il mondo che ha dentro forse troppo complesso e affollato e pieno di cose e oggetti e parole per potersene restare buono all’interno e traboccasse da ogni uscita, schiumasse via dalle orecchie, dal naso, dalla bocca.

Come se non potesse trattenere la piena di cose da dire, da fare, da sognare.

Come se se stesso fosse troppo anche per lui.

Allora lascio che trabocchi, che svapori, che soffi forte il vento della vita.

Con la speranza malriposta che poi arrivando a casa si calmi un po’.

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2 risposte a Mini Mario Son sodo

  1. AD Blues ha detto:

    Se non ci si diverte da piccoli, finché si può…

    —-Alex

  2. pensierini ha detto:

    Chissà cosa ne pensano le maestre … :-)

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