Qualche giorno lontano

Considerando:

Gli anni passati a calcolare se durante le vacanze al mare sarebbero arrivate le mestruazioni e puntualmente comprendere che o all’inizio, o alla fine, o nel mezzo, sarebbero toccate.

Tutte le volte che alle medie mi sono alzata per andare in bagno rasente i muri temendo i commenti dei compagni maschi (i maschi alle medie sono delle bestie feroci).

Tutte le sante volte che ho starnutito temendo la gogna sociale.

Tutte le volte che una donna più grande mi ha detto “lo so, è noioso, ma pensa che soddisfazione quando sarai madre”.

Tutte le volte che, ad essere madre ci ho provato e mi ha vergognosamente, inspiegabilmente, vigliaccamente, lasciato a piedi.

Considerando che, alla facciaccia sua, madre sono diventata lo stesso, e del meglio fico del canestro.

Considerando che, alla veneranda età di quasi quarantasei anni (ma stiamo scherzando? Quando cavolo è successo???) non so davvero cosa farmene più.

Considerando che, vista la quantità di fibromi che ha portato la mia amica anestesista a definirlo “un bel campo di patate” sta diventando un ospite fastidioso, doloroso e pallosissimo del mio corpo.

Io, concordemente col mio medico, ho sancito la definitiva, irrevocabile, liberatoria, eliminazione del mio uteraccio pigro e maledetto.

Brinderò alla nostra separazione, senza rancore alcuno, perché se l’unica cosa che doveva fare era quella di rendermi madre, a suo modo lo ha fatto, facendo in modo che la mia strada prendesse la piega che mi ha portato fra le braccia l’amore della mia vita.

Perciò, amici come prima, ma le nostre strade oggi si separano.

Questo blogghino nei prossimi giorni racconterà una piccola avventura di lucettina, in fin dei conti nei tanti anni di glorioso servizio a questo è sempre servito, raccontarmi e raccontare quello che mi accadeva per farlo diventare divertente, o per farmi consolare (ricordate quando pigolavo dietro al ficus in ufficio in Germania?) o per festeggiare insieme a me (come l’avventura armena del principe che ci ha cambiato la vita).

Questa settimana vi racconterò di un piccolo intervento chirurgico, assolutamente senza ulteriori conseguenze, che aspettavo da qualche mese e che finalmente è arrivato.

Non preoccupatevi quindi se il blogghino uscisse in orari diversi o in modalità strane.

Quindi questa settimana racconterò di un piccolo ospedale, dove sono nata, delle montagne di fronte, che ho visto per tanti anni lavorando lì vicino, dalla mia scrivania accanto a Thelma, delle infermiere, del cibo, di tutto quello che si può raccontare da un temporaneo punto di vista insolito, quello sdraiato.

Poi venerdì tornerò a casa e vi racconterò di come sarà bello farlo.

Per cui benvenuti a le cronache dell’ospedale, e a presto con le prime notizie post operatorie! :)

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8 risposte a Qualche giorno lontano

  1. AD Blues ha detto:

    Beh, in bocca al lupo Luci!

    —-Alex

  2. pensierini ha detto:

    Come si dice, in questi casi? Auguri? In bocca al lupo? Vedi tu. Ma l’intervento sarà davvero facile e indolore, l’ha subito anche
    mia madre. Buon 8 marzo e che l’utero non sia più con te! 😘

  3. Maria Teresa Filieri ha detto:

    Benissimo, buona libertà. Ottima scelta per l’8 marzo.

  4. donna allo specchio ha detto:

    in bocca al lupo mia cara, ho una cara amica che ha avuto lo stesso tuo intervento, anche lei madre felice, coraggio

  5. Morgaine ha detto:

    Ho dovuto fare l’intervento di isterectomia a 36 anni e quando il chirurgo mi ha detto: “Hai già due figli, consolati” l’avrei ucciso. Negli anni immediatamente successivi non ne ho parlato con nessuno, tanto la menonmazione da fuori non si vedeva. Invece non solo è stato quasi indolore fisicamente ma mi ha semplificato la vita in un modo che ho capito solo molto tempo dopo. Quindi stai tranquilla e raccontaci tutto quello che ti va di raccontare.

  6. gipo ha detto:

    In bocca al lupo!!!!

  7. Ivana ha detto:

    Quelques grammes en moins qui engendreront cette fois beaucoup de tranquillité en plus. Avec toute notre affection Alain et Ivana

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