Ancora di vaccini, ancora di giornalismo

Sono stata molto colpita da questo titolo.

L’Europa apre a Sputnik”..

In che senso? Stava bussando e non aprivano?

Cosa comunica questo titolo?

A me (ma magari ormai è un problema mio che sono sempre prevenuta) comunica “alla fine, anche l’Europa si convince che deve valutare il vaccino russo, che prima non valutava, non si sa per quale dispetto”.

E in effetti questo tipo di messaggio si sposa bene con il sentito dire della rete.

Perché non compriamo lo sputnik?

In fin dei conti a San Marino c’è già…

Come mai non è stato ancora approvato se in tanti paesi lo usano già?

L’unione Europea, sui farmaci, ha una politica molto semplice.

Per essere autorizzato in Europa devi presentare il dossier con i dati e esibire il certificato di conformità alle norme di buona fabbricazione rilasciato da una qualsiasi autorità europea di uno stato membro.

Può averti ispezionato l’Italia, la Francia, la Germania (un suo Land, perché in Germania le autorità ispettive sono regionali), l’Olanda, chiunque appartenga alla comunità garantisce per tutti gli altri.

Puoi essere americano, cinese, indiano, giapponese, spagnolo, italiano, quello che vuoi. Se hai un certificato di conformità alle norme di buona fabbricazione rilasciato da una autorità EU ok, sennò ti fai ispezionare e poi se ne parla.

Attenzione: questa è una importantissima garanzia per chi quelle medicine le deve assumere. Io ho sostenuto moltissime ispezioni delle autorità, tedesche, belghe, (anche americane, ma in questo caso non c’entra), francesi e altri. E sono tosti, sono bravi, sono cattivi al punto giusto. Vogliono l’evidenza, vogliono i dati, vogliono la consapevolezza che tutto sia sotto controllo. Non sulla carta, in produzione, nei laboratori, ai magazzini, ovunque.

Aprendo l’articolo, che trovate qui si legge che:

1) una azienda, la R pharm Germany ha presentato i dati per una loro valutazione “Rolling” che vuol dire che saranno valutati man mano che arrivano.

2) ancora manca la visita ispettiva da parte delle autorità EU per verificare la qualità della produzione.

3) perfino i loro produttori parlano di dosi disponibili da giugno. È chiaro che la richiesta e la capacità produttiva sono un problema per chiunque?

Io sono stata ispettrice per le aziende per le quali lavoravo (per importare in EU occorre sia il certificato dell’autorità sia una ispezione di chi vuole importare, perché il rilascio sul mercato è responsabilità diretta dell’ultimo anello della catena, quindi anche le aziende devono ispezionare) e non oso immaginare il peso e la tensione che si sentiranno sulle spalle queste persone che dovranno ispezionare, in questo clima, gli stabilimenti produttivi.

Tutti stiamo aspettando vaccini in più.

Di fronte a una non conformità minore, maggiore o critica, cosa fare?

Bloccare tutto. Dice l’angelo di Paperino.

Il mondo è pronto a sbranarti. Dice il diavolo di Paperino.

Vedremo come andrà avanti, io mi accontenterei che si smettesse di solleticare il senso di complotto della popolazione.

Non c’è nessuna apertura che prima non c’era.

È stato sottoposto materiale da valutare e conseguentemente lo stanno facendo.

Esattamente come deve essere.

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10 risposte a Ancora di vaccini, ancora di giornalismo

  1. marcoghibellino ha detto:

    difatto , la Russia non aveva fornito i dati necessari alla valutazione . Dopo la figura di M del caso Navalny la Russia ha bisogno adesso , di mostrare quanto sò buoni ^^

    • marcoghibellino ha detto:

    • AD Blues ha detto:

      Non credo; la mia idea invece è che la Russia usi il vaccino come merce di scambio politico: vuoi il vaccino? Allora fammi fare quell’oleodotto.
      Oppure: rompi meno le balle la prossima volta che avveleno un oppositore, etc.

    • AD Blues ha detto:

      Non credo; la mia idea invece è che la Russia usi il vaccino come merce di scambio politico: vuoi il vaccino? Allora fammi fare quell’oleodotto.
      Oppure: rompi meno le balle la prossima volta che avveleno un oppositore, etc.

  2. AD Blues ha detto:

    La cosa che non mi torna affatto è che abbiano presentato una richiesta per la rolling review, cosa che di solito viene fatta a studi clinici in corso.
    Adesso, se lo Sputnik V è “sul mercato” si presumerebbe che gli studi siano terminati, non ancora in corso.
    Mi viene da pensare quindi che il livello di sperimentazione clinica di questo vaccino sia completamente insufficiente per gli standard EMA e che stiano ancora generando i dati.
    Campa cavallo che lo Sputnik arriva…

    —-Alex

  3. pensierini ha detto:

    Grazie per la esauriente spiegazione. La Repubblica sta degenerando verso il populismo :-(

  4. András ha detto:

    Dopo i controlli, l’ Ente Nazionale della Sanità ungherese dice che lo Sputnik fa bene, e fa bene anche la Sinopharm.
    Che le analisi le abbiano fatte medici o Sbirulino, Orbán garantisce per tutti.
    Anche lui dichiara che si è fatto inoculare quello cinese e ne è fiero come un partigiano bella ciao.
    Che lo stesso giorno il governo abbia rilasciato un ordinamento, per cui non è obbligatorio precisare sul documento di vaccinazione quale vaccino hanno usato, è un altro paio di maniche…

  5. Francesca Merlini ha detto:

    Il bello è che la stessa gente che chiede a gran voce lo Sputnik non sa se fidarsi a fare quello AstraZeneca…D’altra parte sono le stesse persone che per anni hanno ingurgitato integratori e pillole solo sulla base di pubblicità che promettevano muscoli e dimagrimento rapido.

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