l’immunità di gregge: un sogno o una prospettiva?

DISCLAIMER: vi avverto, è un pippone di scEnze. ma non è colpa mia, è colpa del Molnár che fa domande intelligenti.

vi chiederete chi diavolo sia il Molnár.

il Molnár non è Ferenc Molnár, amato autore della mia infanzia, che, maledetto, mi fece piangere senza tregua alla morte del povero Nemecsek, accidenti a lui.

no, è il mio vecchio compagno di banco delle superiori, che, per inspiegabili motivi, ancora mi sopporta, mi scrive e mi interpella, nonostante mi abbia conosciuto quando avevo i brufoli, le pupporone e gli occhiali e odiavo tutti, via, quasi tutti.

dunque, che domanda ha fatto il Molnár?

la seguente:

C’è una cosa che non riesco a capire: in diversi articoli leggo, che anche se sei stato vaccinato, puoi contrarre il virus, senza ovviamente ammalarti gravemente, però puoi trasmetterlo, come coloro che sono asintomatici. Ma allora sta immunità di gregge come piffero funziona?

la domanda, come vi dicevo, è intelligente e mi ha spinto a cercare di capirci qualcosa di più sulla questione.

partiamo innanzitutto dal definirla, la famosa “immunità di gregge”.

l’immunità di gregge si raggiunge quando una percentuale considerevole di una popolazione sviluppa gli anticorpi contro una determinata malattia, proteggendo dal contagio anche chi non li ha per una sorta di barriera protettiva che viene instaurata da li chi possiede.

Naturalmente non una barriera fisica, una barriera anticorpale, che impedendo al virus di moltiplicarsi, protegge anche i soggetti che non possono vaccinarsi, perché sono una esigua minoranza.

come la si raggiunge? in generale attraverso due modi: 1) ammalandosi, 2) vaccinandosi.

naturalmente la strada 1 è molto rischiosa, soprattutto per le categorie più fragili, e in questo anno di covid ne stiamo avendo un esempio assai drammatico.

per poterlo fare attraverso la strada 2 occorrono alcune precisazioni:

  1. occorre che si vaccini un numero molto grande di persone
  2. occorre che il vaccino crei degli anticorpi che oltre a non far insorgere la malattia ne prevengano il contagio

il secondo punto è assai problematico nel caso di COVID 19.

infatti, un conto è evitare di ammalarsi gravemente di COVID 19, un conto è evitare di essere contagiati da SARS COV-2.

che differenza c’è? una bella differenza.

SARS COV-2 è il nome del virus.

COVID 19 quello della malattia.

allo stato delle conoscenze attuali, i vaccini esistenti sono stati dimostrati efficaci nel prevenire l’insorgenza della malattia, mentre non ci sono dati relativamente al contrarre il virus e conseguentemente trasmetterlo.

come succede anche per altri virus e altre malattie, essersi infettati col virus e avere la malattia non coincide sempre.

si può essere positivi a SARS COV 2 ma non ammalarsi di covid 19.

così come essere sieropositivi all’HIV non ci rende automaticamente ammalati di AIDS.

ma, in entrambi i casi, possiamo passare il virus ad altre persone.

in questo caso quindi, da tempo è famosa la questione degli asintomatici: persone positive al virus, contagiose per gli altri, ma che non manifestano problemi clinici.

sul sito dell’EMA ci sono le motivazioni dell’autorizzazione di ogni farmaco e il suo profilo di efficacia e sicurezza.

per quanto riguarda il vaccino Astrazeneca si può leggere quanto segue (qui il link)

These (studies) showed a 59.5% reduction in the number of symptomatic COVID-19 cases in people given the vaccine (64 of 5,258 got COVID-19 with symptoms) compared with people given control injections (154 of 5,210 got COVID-19 with symptoms). This means that the vaccine demonstrated around a 60% efficacy in the clinical trials.

(parentesi e grassetto miei).

per quanto riguarda Pfizer la situazione è analoga (qui il link)

Efficacy was calculated in over 36,000 people from 16 years of age (including people over 75 years of age) who had no sign of previous infection. The study showed a 95% reduction in the number of symptomatic COVID-19 cases in the people who received the vaccine (8 cases out of 18,198 got COVID-19 symptoms) compared with people who received a dummy injection (162 cases out of 18,325 got COVID-19 symptoms). This means that the vaccine demonstrated a 95% efficacy in the trial.

e, ancora più chiaramente, nelle pagine dedicate alla divulgazione organzzata per domande e risposte:

(link)

cosa vuol dire? vuol dire che su questo aspetto non ci sono dati. e a scEnze, non avere dati corrisponde alla risposta “non si sa”.

stessa schermata per il vaccino Pfizer.

allora perché ci stiamo vaccinando? e questi vaccini, ci condurranno all’immunità di gregge?

ci stiamo vaccinando perché, pur non sapendo se questo vaccino ci permetterà di proteggere noi stessi e gli altri dall’infezione, il fatto che ci protegga dalla malattia è già “tanta roba” visto quello che ha già provocato e potrebbe continuare a provocare ancora.

ci stiamo vaccinando perché, evitare le fasi gravi della malattia dà respiro agli ospedali, permettendo anche a chi soffre di altre patologie di essere accolto e curato.

ci stiamo vaccinando, infine, perché al netto di mille eccezioni (questo virus sembra una regola di latino, avete presente? quelle regole grammaticali che hanno più eccezioni che casi che applicano la regola) non sviluppare la malattia vuol dire comunque avere meno copie del virus in giro, diminuirne la carica totale nella popolazione, arginarne la potenza, frenarne l’ardore.

infine, c’è da chiarire che questo è quello che sappiamo finora, è quello che gli studi clinici hanno riportato, ma i dati sono ancora in via di raccolta, e dalla vaccinazione massiccia fatta in Israele stanno arrivando notizie positive anche in merito alla possibilità di arrestare i contagi. Sul sito della fondazione Sandro Veronesi ho trovato questa notizia che mi pare ottima:

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/da-non-perdere/il-vaccino-pfizer-biontech-previene-anche-linfezione-il-caso-di-israele

comprendo benissimo che le persone, dopo un anno di convivenza forzata col virus, avrebbero voglia e bisogno di certezze, e che la risposta “ancora non si sa” è sicuramente frustrante e genera rabbia e sfiducia.

ma così procede il mondo della scienza, così lontano da quello della politica e della comunicazione, per non dire dei social. se i dati non ci sono non è possibile azzardare, e il fatto di avere vaccini a disposizione in un anno dai primi casi è sicuramente qualcosa di straordinario.

per cui questo è il momento di sparare tutti i colpi possibili, pur navigando anche un po’ a vista, prendendo tempo, cercando di capire.

forse non raggiungeremo l’immunità di gregge, sicuramente non nei tempi che ognuno di noi si auspica per sé e per i propri cari, e ancora per molti mesi la somma dei comportamenti individuali sarà determinante per lo stato di salute collettivo. fino ad allora non ci sono formule magiche, né da parte della medicina né da parte della politica.

e chi le promette, sappiatelo, mente.

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10 risposte a l’immunità di gregge: un sogno o una prospettiva?

  1. pensierini ha detto:

    Bravissima! E grazie: era una domanda che ronzava anche nella mia testa.

  2. Anna ha detto:

    Aver avuto una prof. di scEnze come te!!!

  3. pensierini ha detto:

    Ne ho un’altra, di domande/perplessità: Draghi vuol somministrare la prima dose, senza che si sappia se si potrà somministrare la seconda nei tempi stabiliti dalla ricerca scientifica; ieri sera, e altre volte, l’immunologa Antonella Viola ha ripetuto che occorre attenersi alle procedure sperimentate, se non si vuole rischiare di favorire il formarsi di nuove varianti, invece dell’immunità di gregge. Che ne pensi?

  4. Molnár ha detto:

    Grazie Lucia! Sapevo che potevo contare sul tuo ausilio e sulla tua sapienza anche adesso come allora, quando copiavo da te durante i compiti in classe.

  5. Francesca Merlini ha detto:

    “questo virus sembra una regola di latino”…perchè non hai mai studiato il greco antico!! ahahaha!
    A parte gli scherzi: la mala-informazione continua a mescolare malati con contagiosi, gli interessi di big pharma con quelli di AIFA, le competenze degli scienziati con quelle di feisbuc con l’unico risultato di creare lettori-pecora. Quelli che hanno l’immunità di gregge verso la conoscenza.

  6. Marino Chiocca ha detto:

    non sviluppare la malattia vuol dire comunque avere meno copie del virus in giro, diminuirne la carica totale nella popolazione, arginarne la potenza, frenarne l’ardore.

    Sei sicura ? Su che base fai questa affermazione?

    • letteredalucca ha detto:

      È così nella maggior parte dei casi, ovviamente al netto delle eccezioni (super diffusori o altro) a cui facevo riferimento con l’esempio delle regole di latino.
      Ma in generale se uno si ammala vuol dire che il virus si sta moltiplicando e continua a moltiplicarsi. Questo in linea generale per il concetto di “malattia”.

  7. marcoghibellino ha detto:

    “questo virus sembra una regola di latino”…perchè non hai mai studiato il greco antico!! ahahaha!

    ahahahaah oddio che tristi ricordi
    ” Si ha sincope (συγκοπή) quando, per ragioni eufoniche, cade un’intera sillaba nell’interno di parole”

    e credetemi col greco =.= anche qualche ictus a volte

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