Parliamo anche un po’ bene della scuola!

La foto che vedete l’ho rubata ieri mattina in una terza.

Mi colpiva l’accostamento del video modernissimo con la carta storica d’Italia, carta antica quasi quanto la raffigurazione che conteneva.

Mi colpiva perché ero un una classe di un liceo, che fino a marzo dell’anno scorso non aveva la più pallida idea di quello a cui sarebbe andato incontro.

In meno di un anno, nello stesso liceo, dove l’anno prima si iniziava a introdurre il registro elettronico, siamo passati a fare lezione su meet, mettere le slide su classroom, gestire l’account di posta scolastico con i singoli docenti e il gruppo classe, creare video e presentazioni, installare schermi, utilizzarli sia come docenti che come studenti.

Lo so, si può sempre fare di più e meglio.

Ma ci hanno detto state a casa e abbiamo organizzato la dad.

Ci hanno detto organizzate la scuola e abbiamo spostato banchini, sistemato bagni, riorganizzato aule e luoghi comuni, orari di entrata e di uscita.

Poi ci hanno detto dopo Natale 75% e 25% e abbiamo avuto l’orario 75 e 25, pianificando verifiche in classe e on line.

Abbiamo organizzato moduli Google, anche colleghi restii a usare la posta elettronica, abbiamo imparato, spiegato, provato e riprovato.

Chi ci capiva qualcosa di più ha spiegato agli altri, chi doveva imparare ha imparato.

Poi ci hanno detto che sarebbe stato 50 e 50, e di nuovo abbiamo cambiato tutto.

E adesso, che salto fra un mondo reale e uno virtuale, che ieri mattina avevo la classe in presenza ma un ragazzo a casa, e l’ora dopo tutti a casa e quella dopo ancora tutti in presenza e una con tre in classe e il resto a casa, adesso sto pensando che forse, di questo vecchio rottame di cui faccio orgogliosamente parte, di questo posto, dove i ragazzi soffrono, ridono, piangono, parlano, crescono, di questo posto che ha saputo cambiare pelle così in fretta, che ha saputo mettersi in discussione, che ha saputo dire aiuto, non so come si fa, forse di questo posto il paese ha ancora bisogno.

Oggi più che mai.

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Una risposta a Parliamo anche un po’ bene della scuola!

  1. AD Blues ha detto:

    Dal tuo racconto mi sembra di capire che non è stata brava la Scuola come istituzione dello Stato ma la scuola intesa come la piccola unità (o le piccole unità) chiamate “liceo Tal dei Tali” oppure “scuola media Messer Sempronio”.
    Comunque sebbene mi faccia piacere sapere che finalmente la rigida scuola si sia adattata a questa nuova situazione, facendo un’esperienza che tornerà utilissima anche “dopo” (sempre ammesso che un “dopo” ci sarà), mi resta sempre il dubbio ed il timore che, specie nelle situazioni e luoghi un po’ meno fortunati del Paese, la DAD abbia “lasciato indietro” un sacco di studenti, vuoi per il famoso digital divide vuoi perché la presenza del professore “in persona” riesce a spingere ed incuriosire i ragazzi che sono meno motivati.
    In bocca al lupo a te ed ai tuoi ragazzi e ragazze!

    —-Alex

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