Braschette

L’odore del cavolo nero sul fuoco si mescola a quello dei pinelli di pino selvatico usati per accendere la stufa.

La cucina è fatta di grandi quadrati di graniglia, un camino di cotto rosso, sulla cui mensola sta, vezzo lezioso, uno specchio dalla sottile cornice di plastica rossa, accanto a una Madonna di Lourdes trasformata in bottiglia con la celeste corona a fare da tappo.

Dentro la Madonna acqua benedetta, che non si può bere, che è sacrilego, non si può usare, che è uno spreco, si guarda, si conserva, si impolvera e invecchia come la casa, come la cucina, come tutti i suoi abitanti.

Gli abitanti sono parecchi.

Una donna, suo marito, tre dei loro figli, non ancora sposati, e due gnomi, una di sei anni e l’altro di due.

I due gnomi sono fratello e sorella, abitano nella casa accanto e la sera aspettano, nella cucina, l’arrivo di uno dei due genitori.

I due gnomi hanno ognuno il suo luogo preferito.

A leggere le pile di Famiglia Cristiana e TV sorrisi e canzoni lei, a ciucciare un culo di pane secco lui, entrambi seduti fra la televisione e il caminetto.

E intanto l’odore.

Di bruschetta, di minestra, di stufa, di cena che si fa sempre più vicina.

Di ora di tornare in casa, di guardare i cartoni animati delle otto, contesi al tg, di mettersi il pigiama e andare a letto.

La sera in casa d’altri diventa anche la loro sera. Anche loro annusano, ascoltano, vivono la vita degli altri.

La tovaglia cerata, l’orologio alla parete, il calendario con la coniglia al maschio, indicazione strana ma esplicativa, i litri di latte, i chili di pane venduti e le coppie d’uova.

I fiammiferi per i fornelli usati due o tre volte, il fazzoletto per il naso tagliato in quattro, la busta della pasta usata per le mondine da portare a scuola.

Una cucina che contiene il mondo intero.

Che ogni volta rivedo quando cuoce una braschetta.

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Una risposta a Braschette

  1. marcoghibellino ha detto:

    e l’odore della ribollita che cuoce prima che si aggiunga il pane
    ^^

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