Io avrei anche caldo

In casa mi sono auroproclamata generale delle finestre.

Le finestre devono seguire un rituale antico e solenne, che ho imparato da mio nonno, che non sentiva storie.

Di notte le finestre devono stare spalancate.

Di giorno devono stare chiuse.

Senza pietà.

Senza cedere alla tentazione.

Così facendo riusciamo a tenere in casa a Lucca una temperatura intorno a 26-27°C, altrimenti si arriva a trenta.

E in casa, con trenta gradi e l’aria che sembra l’alito di un cane, io smatto.

Ma smatto ammodo.

Giro come una furia, cercando un posto dove preparare la lezione sugli orbitali ibridi del carbonio, e non lo trovo e più giro più sudo, più sudo più m’incazzo, più m’incazzo più sudo e maledico il carbonio, la chimica organica e tutta la tavola periodica.

Così, dopo qualche giorno di lotta psicologica, con HDC che prima di dormire chiudeva le persiane e io che le riaprivo o di giorno, lui che apriva e io che richiudevo, ho messo un punto.

Esigo la gestione unilaterale e dittatoriale delle finestre. Voglio i pieni poteri.

E da due giorni (considerato i dieci anni di matrimonio direi che due giorni di fila sono un bel successo) le finestre le comando io.

Ed è stato evidente il miglioramento.

Soprattutto perché ho smesso di tarmare le palle a tutti.

E se ho caldo bofonchio e basta.

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2 risposte a Io avrei anche caldo

  1. marcoghibellino ha detto:

    step 1

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