racconti di quarantena, terzo libro, terzo giorno

11/03/2020

terzo giorno, terzo libro

Buondì! Oggi fuori splende un sole villano, come a dirci che il cielo, fondamentalmente, del coronavirus, se ne frega.

Ma noi si resiste, alla facciaccia sua, fra compiti per casa e da casa, chat impazzite, fatica a togliersi il pigiama e i calzini con gli orsetti (oddio che brutta immagine, la prof coi calzini
con gli orsetti).

Il libro di cui vi vorrei parlare oggi è stato, molto a lungo al primo posto nella classifica “i miei libri preferiti”, classifica che felicemente, col tempo, cambia, si evolve, matura, fino a capire che, come le cose buone da mangiare, è molto difficile avere un “libro preferito”. Premessa (maremma sta prof che non arriva mai al sodo! Eh, lo sapete, sono fatta così) ho fatto anche io le scuole medie.

Come voi.

Le ho fatte insieme a Copernico, vabbeh, ma le ho fatte.

E alle medie esisteva, ai miei tempi, un’ora: l’ora di Narrativa.

Era assimilabile a un crimine contro l’umanità.

Durante l’ora di Narrativa veniva letto a voce alta un libro che nessuno di noi aveva scelto, ma che era per il nostro bene.

E veniva letto a voce alta da un compagno a turno.

Da quali compagni?

Da quelli che leggevano peggio.

Perché?

Perché imparassero a leggere bene a voce alta.

Molte volte mi chiedevo cosa avessi fatto di male nella vita per meritare l’ora di Narrativa.

Grazie a quella maledetta ora settimanale io imparai a detestare soprattutto un autore: Italo Calvino.

Credo esistesse un progetto nazionale per far avere in odio Italo Calvino a tutti i ragazzini della mia

generazione, facendolo leggere a voce alta durante l’ora di Narrativa.

Così, da grande, (ero all’università con Galileo) decisi che io e Italo Calvino dovevamo fare pace.

Entrai in una libreria e lo comprai.

Fu amore, grande Amore, di quelli con la A maiuscola, finalmente ci capimmo, io lo lessi nel silenzio della mia stanza, con la punteggiatura al posto giusto, con i tempi che volevo io, potevo smettere e ricominciare ogni volta che lo desideravo.

Si chiama “libertà”. E per amare i libri, così come la vita e le persone, è una condizione fondamentale.

Il libro era “se una notte d’inverno un viaggiatore” ed è, come forse avrete capito, il libro di oggi.

Per cui eccovelo!

Titolo: Se una notte d’inverno un viaggiatore

Autore: Italo Calvino

Di che parla: parla di uno e di mille libri insieme, di un Lettoree di una Lettrice e del piacere di leggere, ogni cosa, ogni volta che lo vogliamo.

Perché leggerlo: perché lui a scriverlo si deve essere divertito un casino.

Dove si trova: Calvino c’è quasi sempre in casa, un po’ come il caffè o un barattolo di pomodoro in scatola, cercate negli scaffali di casa vostra, se non ci fosse si trova sia su amazon
sia come ebook.

Domanda che tanto lo so che me la fate: c’è il film? oh, e mi sa di no. Ma sarebbe ganzo farne uno.

Citazione bella dal libro: “Possiamo impedire di leggere: ma nel decreto che proibisce la lettura si leggerà pur qualcosa della verità che non vorremmo venisse mai letta.”

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