Io me li ricordo. Sono gli stessi

Io me li ricordo molto bene.

Mi ricordo le loro facce.

Mi ricordo Ruini.

Mi ricordo i manifesti nelle chiese.

Mi ricordo i pullman organizzati nelle parrocchie.

Per dire no alla fecondazione assistita.

Per dire sì a una delle leggi più mostruose che il mondo berlusconiano di allora riuscí a concepire.

Le donne viste come corpi sui quali fare politica.

La ferocia della religione fatta passare per libertà di pensiero e per diritto.

Il credo di alcuni diventato legge per tutti.

E già allora si capiva che colpivano tutti ma il nemico, la paura, l’avversario erano loro.

Loro. Gli omosessuali di ogni ordine e grado. Ai quali la natura impediva di riprodursi.

Già, ricordo anche gli assurdi deliri sulla natura.

La natura buona.

Madre natura.

Che ha deciso così.

Quest’anno ho passato almeno un paio di lezioni in ogni classe a cercare di scardinare questo concetto malato di natura.

I virus sono naturali.

Gli ospedali sono artificiali.

Il morbillo è naturale.

I vaccini artificiali.

La cicuta è naturale.

L’aspirina artificiale.

Tiriamo in ballo la natura quando corrisponde alle nostre concezioni ideologiche, religiose, filosofiche.

Da migliaia di anni ci vendono la storiella che siamo i custodi del pianeta.

Un pianeta che esiste da miliardi di anni prima della nostra comparsa, che è sopravvissuto a meteoriti, tsunami, tifoni e cavallette.

E che dopo di noi, senza di noi, vivrà pure meglio.

Ma no, noi abbiamo bisogno di avere il nostro posto al centro di una creazione, di giudicare buono e cattivo, di dire chi può avere figli e chi no.

Una coppia adottiva è una eterologa al quadrato.

Ma nessuno si permette di giudicare.

Anzi, spesso veniamo citati pietisticamente come esempio di buon cuore. Cosa, confesso, assai difficile da sopportare.

Non siamo né diversi né migliori, né peggiori.

Siamo animati da un desiderio che molti (non tutti) hanno: avere dei figli.

E ci prendiamo cura di bambini che la natura ha permesso di fare a coppie perfettamente eterosessuali.

Mi avevano detto guarda, questo Papa è diverso, vedrai, le cose cambieranno.

Su alcune cose è diverso.

Sull’accoglienza ha avuto parole che il mondo politico non è stato capace di dire.

Sui diritti, sulle donne, sulle minoranze, mi pare ci sia ancora molto da patire.

Vi chiedo una cosa, una cosa sola.

Immaginate il coordinamento degli imam d’Italia che, i giorni precedenti una legge dello stato cerca di bloccarla invocando la libertà d’opinione.

Come reagireste?

La chiesa cattolica è una religione importante nel paese.

Come religione va rispettata.

Se fa politica, e sta facendo politica, sulla politica pretendo di giudicarla.

E se la politica va contro i diritti dei miei concittadini non ho esitazione: quei politici sono miei avversari.

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