Ceci n’est pas la lune

Ieri mattina, in camera del piccolo, verso le nove, dalla finestra filtrava un raggio di sole che proiettava sul muro questo bellissimo cielo notturno.

Stralci di nubi che velavano una luna leggermente bistonda, come si vede spesso di notte.

Ma erano le nove del mattino e, cosa ancora più interessante, era la cameretta di un bambino, non il cielo.

Così a volte è la vita, e mi pare sempre più spesso, sia la vita narrata.

Non solo fake news grossolane, un giornalismo superficiale e immaturo, governato più dal clickbaiting e dal sensazionalismo che non dalla missione di informare la gente sui fatti.

Perché già dalla scelta dei fatti stessi si modifica la percezione della gente e molto, troppo, spesso si autoalimenta una opinione pubblica in chiave autoreferenziale, ombelicale, narcisistica e pericolosa.

E così con la stessa leggerezza rimbalzano notizie vere e notizie verosimili, tutto viene condiviso senza leggere e senza verificare, ci si scalda su parole d’ordine senza sapere, senza capire.

Si fanno battaglie desolanti per non problemi, si parla per giorni di non problemi, si discetta, si pontifica, si commenta il niente.

E così facendo ognuno si sente intelligente.

In realtà ci ostiniamo a guardare una finta luna, in una stanza, quando sarebbe così importante aprire le finestre.

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