Pioggia

E, alla fine, piovve.

Dopo due giorni che prometteva temporali senza mantenere, dopo che alla fine mi ero arresa e avevo annaffiato orto e giardino, piovve.

Acqua grassa d’agosto, che bagna e cambia l’aria, e rinfresca la terra, l’aria e le idee, e nel letto sistemi felice il lenzuolo che da fastidio si trasforma in coccola, in carezza.

Acqua da scappare in casa, senza correre troppo, che fa un po’ ridere sulla schiena e sulle spalle.

Acqua che batte sulle foglie e suona, acqua che piega i grandi fiori di ortensia, acqua che lucida i tronchi e i muri e le pietre e toglie la polvere e fa splendere il cielo dopo che è andata via.

Lasciando al suo posto un arcobaleno sottile e elegante, i campi bagnati, un bimbo a bocca aperta, un gatto restio, la mamma più serena.

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