La rubespia

Ho cercato la parola “rubespio” su internet, per vedere se mettervi il significato, ma trovato solo letteredalucca, segno che forse lo uso solo io.

Rubespio è lucchese, lo usava molto la mia nonna, e pure Santina.

Iolai, come sei rubespio, che è successo?

È sinonimo di niffito, nervoso, burbero, poco socievole.

Il lockdown insieme a questa estate in campagna stanno aumentando la mia rubespitudine.

Non ho molta voglia di vedere gente, (ma il vero rubespio direbbe non ho voglia di sentí discorsi a bischero), mi danno fastidio le polemiche gratuite più del solito (dovrei disinstallare Facebook, dove ognuno è convinto di poter dire la sua di cose delle quali non sa nulla), andrei a giro in ciabatte e fiorita a forare palloni e dimenare dentiere.

Ci sono mattine che mi alzo e già non ho più voglia di discutere.

Stamani è una di quelle.

Di quando ti alzi torvo, nervoso e cattivo.

Gaber descriveva bene questa sensazione di ripiegamento nella canzone ci sono dei momenti.

Ecco, in questi momenti, cari compagni, riportatemi nella realtà.

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Una risposta a La rubespia

  1. Francesca Merlini ha detto:

    Oh, Lucy, non sai quanto mi consola sentirtelo dire!
    Il lockdown ha acuito la mia “orsitudine”: vedo i miei figli fare amicizia con chiunque pur di avere relazioni, io mi sono abbrutita e ho perso anche la voglia di chiacchierare (è tutto dire)!

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