In direzione sicuramente ostinata, spesso pure contraria

Mi è capitato in sorte un figliolo cocciuto come una capra nepalese, ostinato come un mulo, tignoso come Gattuso.

La sua volontà di potenza, per la quale ringrazio sempre il destino, perché è quello che lo ha portato fino a noi, fa sì che sia di difficile, difficilissima domatura, che si tratti di mettersi un paio di scarpe o di leggere da solo un librino.

Il vecchio trucco “conto fino a tre” funziona benissimo ma per puro caso: lui pensa sia una gara contro il tempo da vincere, e questo gli dà la voglia di farlo.

Ieri pioveva a dirotto e non sapevamo che inventarci.

Giochiamo a leggere!

Ho detto io scioccamente speranzosa che si renda indipendente su una cosa così importante.

Noooooooo!!! Lo sai che non so leggere!!!! Non voglio fare una cosa di scuolaaaaa! (Va all’asilo, si badi bene).

Così ho avuto un lampo di genio.

Invertiamoci le parti, io sono il bimbo che deve imparare, tu il maestro.

Gli è piaciuto.

Ha preso il libro dove ci sono figure e parole e mi ha detto con aria dolce: “via, leggi qui”, mostrando la scritta “capra”.

“P E C O R A! sono stata brava?”

“No mamma, che gnucca che sei, c’è scritto capra!”

Poi è toccato alla gallina.

“P O L L O!”

(Sospiro)

“No… Gallina!”

Così giocando ha letto tutto il libro, compreso fienile, carriola, scure, uova e lombrico.

“Hai visto che sai leggere?”

Ci ha pensato un attimo.

“Stavolta mi hai fregato, la prossima volta la maestra la fai te!”

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4 risposte a In direzione sicuramente ostinata, spesso pure contraria

  1. marcoghibellino ha detto:

    La sua volontà di potenza, per la quale ringrazio sempre il destino, perché è quello che lo ha portato fino a noi, fa sì che sia di difficile, difficilissima domatura, che si tratti di mettersi un paio di scarpe o di leggere da solo un librino.

    UU Wille zur Macht , mai lasciare incustodito Così parlò Zarathustra quando si è la madre di un piccolo genio

    • marcoghibellino ha detto:

      ^^ cito: La volontà di potenza è per Nietzsche la volontà che vuole se stessa, è cioè una volontà impersonale intesa come perpetuo rinnovamento dei propri valori; questa concezione sposa perfettamente il prospettivismo nietzschiano (da non confondersi con il relativismo), secondo cui l’Uomo deve continuamente aggiornare il suo punto di vista e mai fissarsi su una presunta verità definitiva.

      ora dimmi se non è perfetta per il Principe !

  2. Maria Teresa Filieri ha detto:

    Merito o colpa vostra se è così!!!

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