C’è miseria e miseria

entrambe le mie nonne amavano l’erba miseria.

Nonna Narcisa, fiera del suo balcone di San Vito, amava quella tigrina, e ne aveva cesti incredibili.

Nonna Ida aveva invece quella nella foto, di cui ignoro il nome serio.

E che ho ritrovato a casa del signor Burberoni, che me ne ha regalato un vaso.

“Mi sa che viene da quelle parti, la tu’nonna ne dette un vaso a Franca, che dopo un po’ ne fece un vaso a me e a me adesso avanza questo”.

Così la miseria ha fatto il giro del paese per poi tornare a casa.

Le piante sono delle incredibili giramondo, pare che non si muovano, che stiano lì, piantate, con radici solide e ostinate.

Poi improvvisamente volano via col vento, con le mani delle nonne, con la passione delle zie, con le amiche che arrivano con talee, margotte, semi e germogli.

La miseria non è da meno.

L’ho vista in ogni giardino, in ogni ufficio, in ogni terrazzo.

Ignoro come mai porti quel nome, così bella ed elegante, credo perché essenzialmente cresce con niente, a volte perfino in un bicchiere, in vasi stantii, e terrazze assolate.

“Sperando che la miseria si accontenti di restare nel vaso e non ci salti addosso…”

Commentava scaramanticamente mia nonna.

Sicuramente le loro non erano case ricche.

Ma la miseria doveva solo restare un fiore, bellissimo e da regalare, augurando ricchezza al momento del dono.

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2 risposte a C’è miseria e miseria

  1. marcoghibellino ha detto:

    ah ecco come si chiama ! è arrivata da sola nel mio giardino e nei vasi mescolandosi a peperoncini basilico etc …la tradescanzia

  2. donna allo specchio ha detto:

    W l’erba miseria scaramantica dal fiore bellissimo

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